Una delle note positive è stata l'esplosione di Adli. Il centrocampista del Milan ha parlato a 'SportWeek'. Le dichiarazioni sui compagni
Milan, Adli: "Il calcio è la nostra passione, ma non c'è solo quello"
Il Milan sta vivendo una stagione particolare. I rossoneri sono ancora in corsa per due obiettivi importanti: il secondo posto in campionato e la vittoria dell'Europa League. Una delle note più positive è stata l'esplosione di Yacine Adli. Il centrocampista, da panchinaro, è diventato un titolare della squadra di Pioli. 'Il pittore' ha rilasciato una lunga intervista a 'SportWeek' magazine de 'La Gazzetta dello Sport'. Ecco le sue parole sui compagni e sulle difficoltà iniziali.
"Mai. Me ne sarei andato. Ma la qualità che mettevo ogni giorno nel lavoro mi faceva essere fiducioso. Sapevo che mi mancava ancora qualcosa, ma sapevo anche che quel qualcosa stava arrivando. Ho cercato di lavorare forte, di non perdere tempo e guardare avanti. Mancava un po’ di adattamento, tattico e fisico, al vostro calcio. Non sono uno che guarda molto i dati della partita, ma questi adesso dicono che sono migliorato tanto, specialmente in fase difensiva. E, visto che sono ancora giovane, sono sicuro che continuerò a migliorare. I compagni mi sono stati vicini, e non è per essere banale. Mi sento vicino a Bennacer, che ha origini algerine come le mie, o a Theo, Giroud e Maignan, francesi come me, ma davvero non faccio distinzioni. E poi, i compagni non avevano motivo di preoccuparsi: mai una volta mi sono presentato a Milanello con la faccia delusa di quello che non gioca". LEGGI ANCHE: Milan, Camarda guida la rivoluzione: Il nuovo Diavolo dei giovani
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