La leggenda rossonera analizza Juventus-Milan: le critiche al gioco, il giudizio su Gonçalo Ramos e i ricordi del gol storico segnato a Stefano Tacconi

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Juventus-Milan, sfida anche sul mercato: chi si è mosso meglio?

Juventus-Milan, sfida anche sul mercato: chi si è mosso meglio?

Nel giorno del grande match dello Stadium tra Juventus e Milan, un'icona del firmamento rossonero torna a parlare delle sorti del Diavolo. Ruud Gullit, indimenticato jolly offensivo del Milan di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, ha rilasciato un'intervista esclusiva a La Gazzetta dello Sport per analizzare la sfida contro i bianconeri di Luciano Spalletti e commentare le ultime caldissime vicende di casa rossonera, a partire dall'addio di Rafael Leão.

Il Milan fuori dalla Champions League: il rammarico di Gullit

L'ex Pallone d'Oro olandese non ha nascosto la propria amarezza nel vedere il club di Via Aldo Rossi distante dai palcoscenici della massima competizione europea, sottolineando gli errori commessi nella passata stagione calcistica:
"Mi dispiace, certe squadre hanno la Coppa nel loro DNA. Lo scorso anno i rossoneri sono andati a un passo dalla qualificazione, ma proprio sul più bello hanno sprecato mesi di duro lavoro. Spero di rivederli presto al top, però per arrivare in alto c’è bisogno di giocatori che in campo sappiano fare le scelte giuste".
Ruud Gullit, ex centrocampista AC Milan, ha parlato della partita contro la Juventus a 'La Gazzetta dello Sport'

Un declino, quello del calcio italiano in Europa, legato a doppio filo a motivazioni di natura prettamente economica rispetto all'epoca d'oro degli anni Ottanta e Novanta:

"Ai miei tempi era un’altra storia, soprattutto in termini economici. E non parlo soltanto del Milan, dove c’era Silio Berlusconi che chiacchierava con i calciatori e raccontava dei grandi affari che lo tenevano impegnato. I club italiani erano quelli più ricchi e tutti i giocatori sognavano la Serie A. Adesso c’è la Premier, poi la Liga spagnola. Serve pazienza, prima o poi le cose cambieranno".

Verso Juventus-Milan: l'auspicio per lo spettacolo dello Stadium

Il focus dell'olandese si sposta poi sul big match di questa sera a Torino, con l'augurio di assistere a una partita decisamente più entusiasmante rispetto agli scialbi precedenti andati in scena recentemente a San Siro:
"L’anno scorso ho visto Milan-Juve a San Siro, è stato un disastro. Zero gol, zero spettacolo. Sulla carta doveva essere un big match e invece .... Spero che stavolta cambi qualcosa".

Impossibile, parlando di questa sfida, non riportare le lancette del tempo al 10 gennaio 1988, quando una leggendaria incornata aerea proprio di Gullit decise il match in casa della Vecchia Signora:

"Ho fatto gol più belli, ma quello fu speciale perché si rivelò decisivo. Ricordo che Stefano Tacconi fece una serie di belle parate, avevamo bisogno di sbloccarla e da calcio d’angolo arrivò la palla giusta. E poi era la mia prima rete contro la Juve ...".

L'analisi su Gonçalo Ramos e il giudizio su Rúben Amorim

Interpellato sul nuovo punto di riferimento offensivo del Milan di Rúben Amorim, il portoghese Gonçalo Ramos, Gullit predica pazienza e chiede un maggiore supporto da parte di tutto il collettivo rossonero:
"Gonçalo mi piace, però non si può pensare che un attaccante riesca a risolvere tutti i problemi. Quanti palloni gli arrivano? Come giocano gli altri, che dovrebbero servirlo in area di rigore? Ramos merita fiducia, ma ha bisogno di essere supportato dal resto della squadra”.

Un giudizio prudente che si estende anche al pronostico secco sulla sfida della terza giornata e sul valore dei due allenatori coinvolti:

"È difficile dirlo dopo appena due partite. Spalletti è bravo, mentre il Milan ha preso Amorim e sta puntando su un mix di calciatori giovani ed esperti. Chi cambia tanto ha sempre bisogno di tempo e questo Milan deve lavorare per ritrovare la fiducia".

La verità su Rafael Leão: il pesante paragone con il passato

In chiusura, Ruud Gullit affronta senza peli sulla lingua il tema dell'addio di Rafael Leão nel recente calciomercato estivo, stroncando sul nascere i vecchi paragoni calcistici con lui nati dopo la celebre cavalcata del portoghese a Napoli nei quarti di Champions del 2023:
"Mi dispiace per il ragazzo, però ormai la storia d’amore con il Milan era finita. Sa qual è la differenza tra un giocatore forte e un fuoriclasse? Certe cose, se sei un fuoriclasse, non le fai soltanto una volta. Marco van Basten lasciava tutti a bocca aperta ogni volta che scendeva in campo, Leão ci riusciva in una partita su dieci. È un peccato, perché il potenziale non manca”.

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