L'opinionista di 'Sky Sport', 663 partite e 24 trofei in 20 anni di Milan, evidenzia come i rossoneri sembrano aver imboccato la strada giusta per il futuro
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Alessandro 'Billy' Costacurta, ex difensore del Milan per 20 stagioni con 663 presenze tra il 1987 e il 2007, che ha vinto tutto (24 trofei) nei cicli di Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Carlo Ancelotti sulla panchina rossonera, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola proprio sul Diavolo. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni integrali.
Su Rúben Amorim che ha dichiarato come il suo Milan non meritasse di vincere allo 'Stadium' contro la Juventus: «La penso come lui, non è stata una sfida all’altezza delle aspettative. Sinceramente però resto fiducioso: io vedo qualcosa, vedo che stanno provando a essere diversi per uscire dall’impasse degli ultimi due-tre anni. Lo vedo dall’atteggiamento dell’allenatore per primo: ha un’energia positiva, mi piace come si rivolge alla squadra e all’ambiente esterno, anche a noi. Mi piace come persona. L’ho studiato: ho visto le partite di quando era allenatore dello Sporting, quando giocava in casa contro il Benfica o fuori con il Porto: è sempre stato lo stesso».
"Ricordo ai tifosi del Milan i primi tre mesi con Sacchi: ad Amorim serve tempo"
Sul Milan di Amorim che, per ora, non è sempre stato 'dominante' come richiesto dallo stesso tecnico: «Ho giocato a calcio per 40 anni, ricordo e voglio ricordare ai tifosi del Milan i primi tre mesi con Sacchi allenatore. Per assorbire cambiamenti così grandi serve tempo. Nel Milan ho visto i difetti tipici di una squadra in costruzione. Un gruppo che ha fatto male nel gioco, ma bene nell’atteggiamento. Vado oltre la prestazione individuale e tecnica, guardo a quella del gruppo-squadra: undici che corrono e lottano, probabilmente, come due giorni fa, anche undici che sbagliano. Mi piace però vedere che provano a fare quello che gli si chiede: da qui possono solo che alzare il livello».Sui giocatori che possono crescere in casa rossonera: «Tutti possono far meglio. C’è differenza tra quando perdi o pareggi in un modo o in un altro. Contro la Juve Adrien Rabiot e Alexis Saelemaekers non erano chiaramente a loro agio, anzi sono stati i peggiori. Ma ci hanno comunque provato e questo mi è piaciuto. Amorim li vede in quelle posizioni, e io sono d’accordo: la chiave di volta della stagione può arrivare dai giocatori impegnati in quella zona di campo. Quando cresceranno e con loro Gonçalo Ramos e Diego Moreira tutta la squadra migliorerà: una punta come Gonçalo in un sistema simile può esaltarsi, anche senza fare 25 gol ma giocando bene con la squadra. La difesa lo stesso: impareranno a difendere a tutto campo».
"Gila è forte, ha personalità e sembra più veloce di Tomori. Ma perché non regge i 90'?"
Sul Milan che ha subito due gol su due nel recupero delle partite, entrambe le volte con Mario Gila uscito per infortunio: «Intanto diciamo che Gila esce un po’ troppo spesso, alla Lazio succedeva lo stesso. Non ho capito perché: alla sua età non regge i 90 minuti? Non credo ma magari c’è qualche problemino che si porta dietro. Per il resto in campo è forte, forte, forte: ha personalità, gioca bene a calcio, legge le situazioni in anticipo. Sembra anche più veloce di Fikayo Tomori, anche senza esserlo, perché capisce prima dove andrà la palla, è intelligente. Per me è il migliore acquisto estivo del Milan. Ne avrei preso anche un altro di quel livello lì, ma capisco che non sia semplice: come Gila ce ne sono pochi».Sul Milan di Amorim e le sue possibilità di lottare per lo Scudetto: «No, non sono forti come l’Inter. Lottare per la Champions sicuramente sì. L’Inter mi ha impressionato: se sai fare tre gol a una squadra che si barrica dietro come il Napoli vuol dire che sei fortissimo. Anche la Roma è più avanti del Milan. Oggi, insieme al Como, sono squadre sono spettacolari. Milan e Juve non arrivano ancora a quel livello».
"Modrić? Con il suo passo c'è sempre e prima degli altri. Musah mi piace, ma ..."
Sui giocatori che vede esterni titolari nel Milan con il 3-4-2-1: «Continuo a preferire Samuel Chukwueze e Davide Bartesaghi, però Moreira voglio rivederlo. Chukwu è stato uno dei più positivi di inizio stagione: lucido, corre indietro e pensa anche difensivamente».Su cosa augura a Luka Modrić, che domani compirà 41 anni: «Per quanto mi riguarda, che batta tutti i miei numeri. Compreso soprattutto quello di segnare una rete ogni 221 come ho fatto io .... Se ripenso alla mia carriera il segreto è l’etica del lavoro imparata da Baresi, spaventosamente diretta verso la performance della domenica. E poi riposo, alimentazione, vita sana anche fuori dal campo».
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Su Modrić e se può ancora primeggiare nel calcio di Amorim, che pretende tanta intensità: «Non importa andare più veloce, importa capire prima. Lui col suo passo c’è sempre e prima degli altri. Un vero Professore. Yunus Musah mi piace, preferirei però vedere Ardon Jashari: senza la stessa aggressività, ma il Milan giocherebbe meglio. Poi capisco anche la funziona di Musah: raddoppia, recupera, con la squadra sbilanciata lui sa aiutare».© RIPRODUZIONE RISERVATA