Sull’impatto con il mondo Milan: “Non è facile essere l’allenatore del Milan, è storicamente abituato a giocare stagioni di altissimo livello. Al Porto era diverso, avevo un presidente rimasto in carica decenni. La società è ben strutturata e organizzata. Il passaggio non è stato facile”.
Sui problemi ambientali: “Pulisic e Gabbia erano leader: davano l’esempio, ma non erano gli unici. L’instabilità ambientale arriva anche in spogliatoio. Ci sarebbe servita più protezione da parte del Club”.
Sulla stagione 2024/2025: “Quando ero al Milan non eravamo in campo ogni tre giorni, praticamente ci allenavamo in partita. Tanta parte video, pochi allenamenti in campo. Ma non mi lamento perché quando firmai, conoscevo il calendario. Sono stati sei mesi positivi, abbiamo fatto due finali. Sono stato chiamato per portare a termine un lavoro in cui Fonseca aveva trovato difficoltà, pur essendo Paulo un grandissimo allenatore. Il gruppo voleva lavorare, lo testimonia la Supercoppa vinta battendo Juventus e Inter”.
Sulle difficoltà vissute al Milan: “A Milano ho trovato una situazione difficile: basti pensare che dopo il primo pareggio col Cagliari hanno iniziato a girare voci sul mio sostituto e nessuno della dirigenza si degnò di smentirle. Ho frequentato diversi spogliatoi e posso dirvi che l’instabilità dell’ambiente arriva anche da lì: il malumore dei tifosi si sentiva, non è facile giocare con i tifosi che disertano la curva. I social hanno amplificato tutto”.
Sulla famosa esultanza con il sigaro: “Èun mio marchio di fabbrica, poi qui in Arabia ora mi sono affezionato ai miei sigari dato che il vino non è concesso”
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