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Il legame tra Massimiliano Allegri e il Cagliari nasce da un passato importante. La prossima sfida di campionato contro i rossoblù è fondamentale per la conquista della prossima Champions League (3 punti per qualificarsi). Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, un presidente che conosce molto bene Allegri ha voluto dire la sua sul momento del Milan.
Massimo Cellino scelse Massimiliano Allegri per guidare il suo Cagliari. Da quel momento l'ascesa dell'allenatore livornese che vinse lo Scudetto con il Milan all'esordio sulla panchina rossonera. Come si spiega il momento no del Milan? Ecco la risposta di Cellino (estratto dall'intervista a 'La Gazzetta dello Sport'): "A Massimiliano dico di rimettersi a fare l'allenatore e di non rompere le scatole (usa un'espressione più colorita, ndr) su altri temi. L'Allegri che conosco io sapeva lavorare con quello che gli davi. Non si è mai lamentato di un'assenza per infortunio o di una squalifica. Non è da Allegri chiedere giocatori. Per me non si deve muovere da lì perché ha la maglietta del Milan addosso. Sono sicuro che la società farà il possibile per accontentarlo".
Le parole di Cellino sono chiare e anche condivisibili da un certo punto di vista: Allegri difficilmente si lamenta del mercato e dei giocatori che sono o non sono disponibili. Stesso discorso in questa stagione con il Milan: al pubblico, l'allenatore livornese non si è mai lamentato, anzi ha sottolineato più volte le scelte giuste sul mercato e di come la società lo abbia sostenuto in tutto l'anno. Il punto però è un altro: se Massimiliano Allegri resterà ancora sulla panchina del Milan, dovrà decidere lui insieme al direttore sportivo dei rossoneri quali saranno i colpi per il 3-5-2 del Diavolo. L'allenatore livornese deve avere parola sugli acquisti, perché devono rispecchiare la sua idea di gioco.
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