Howden, broker assicurativo, ha diffuso uno studio che prende in esame gli infortuni nel calcio. I dati del Milan sono allarmanti
Il tema legato agli infortuni nel calcio è diventato molto delicato in Serie A, soprattutto dalle parti di Milanello nell'ultimo periodo. Howden, un broker assicurativo a livello mondiale, ha diffuso uno studio che fotografa le ricadute in termini di infortuni a calciatori nei cinque maggiori campionati europei a seguito del campionato del Mondiale in Qatar a dicembre 2022.
L'aumento dei costi
Come riportato da Calciomercato.com il dato aggregato per i cinque tornei continentali segnala che nella stagione 2022/2023, i giocatori impegnati nella competizione in terra araba hanno trascorso in media 8 giorni in più in infermeria nei mesi successivi al gennaio 2022, a causa di infortuni di varia natura.
Si è passati da una media di 11,32 giorni di inattività nel mese di ottobre 2022 a 19,41 giorni al palo nel gennaio 2023. Di conseguenza il costo degli infortuni nei primi cinque campionati europei è cresciuto di quasi il 30%: da 553,62 milioni di euro a 704,89 milioni di euro. Costi per la maggior parte coperti dalle polizze di assicurazione stipulate dai club per difendersi da questo tipo di inconvenienti.
I dati preoccupanti
Il Men’s European Football Injury Index 2022/2023 rileva che nel lasso di tempo considerato (ottobre 2022-gennaio 2023) si sono registrati aumenti del 170% negli infortuni alla caviglia, del 200% degli infortuni al polpaccio/tibia e del 130% al bicipite femorale. Nei mesi immediatamente successivi alla competizione in Qatar il campionato tedesco ha registrato 46 infortunati e la Premier 49. Meno incisivo il trend negativo per Liga spagnola (18), la Ligue 1 francese (11) e Serie A (12).Il Milan, con 52 infortuni, è una delle società più colpite nella massima competizione italiana. I problemi fisici sono costati in totale 9.230.000 euro, alla media di 180 mila euro per evento.
James Burrows, responsabile del settore sport di Howden, ha lanciato l'allarme: "I dati dimostrano chiaramente una tendenza e ci auguriamo che la nostra ricerca e la nostra analisi forniscano ai club più importanti d’Europa ulteriori spunti di riflessione per continuare a parlare con gli organi di governo del gioco del calcio per un migliore allineamento dei campionati nazionali ed internazionali e dell’ampio problema della congestione degli appuntamenti". LEGGI ANCHE: Jovic e Chukwueze, altra bocciatura! È davvero tutto da buttare?
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