Parla finalmente Yonghong Li, per la prima volta. Il capo cordata cinese esce allo scoperto e rassicura tutti: il closing si farà.
Berlusconi: "Restare presidente? Forse, ma con Galliani"
Con il passare del tempo aumentavano sempre più le paure e le ansie dei tifosi sul closing dell'operazione di compravendita del Milan, che continuava a essere rinviato. A tranquillizzare tutti ci prova Yonghong Li, che finalmente ha deciso di uscire allo scoperto in una prima, lunga, intervista, con la quale ha provato a dare tutte le risposte alle preoccupazioni: "Il closing si farà. In Cina ogni investimento in Paesi esteri è soggetto all'approvazione dell'autorità regolatoria, che di recente ha annunciato nuove misure di controllo". Risponde anche alle insinuazioni, Yonghong Li: "È infondata l'ipotesi che i capitali in realtà appartengano a Berlusconi. Il riciclaggio è un crimine sia in Italia che in Cina. Fosse così, tra l'altro, non avremmo problemi di autorizzazioni".
Parole che arrivano mentre il Milan è a Doha, a giocarsi quello che potrebbe essere il ventinovesimo trofeo dell'era Silvio Berlusconi: "È giusto così, questa finale è stata conquistata dall'attuale gestione ed è giusto che siano loro a viverla e, speriamo, a vincerla". Yonghong Li, però, conferma la disponibilità a pagare eventualmente il premio ai giocatori di 1,5 milioni: "Vincere sarebbe un ulteriore motivo per alzare ancora di più l'asticella. Ci auguriamo che Berlusconi da presidente onorario possa vincere altri trofei".
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