Dejan Savicevic compie 50 anni, i passaggi più significativi della sua intervista con 'La Gazzetta dello Sport': “Io, il grande Milan e quel Capello...”

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“Il soprannome di un suo collega – ha rivelato il montenegrino -: all'inizio lo prendevano in giro, dopo il 4-0 nella finale con il Barcellona è cambiato tutto. Ai miei tempi era dura: noi '10' facevamo fatica perché comandava il 4-4-2 e gli allenatori non volevano cambiare. Io e Baggio soffrivamo. Oggi, almeno, con il 4-2-3-1, c'è quel posto dietro la punta: io facevo l'esterno destro, mi sacrificavo. Ma vincevamo. Mi adattavo. Non ero uno di quantità, saltavo l'uomo ma non potevo correre come Albertini e Donadoni, avevo bisogno di fermarmi. I compagni mi sopportavano, sapevano che avrei dato altro. Tanto eravamo forti forti forti”.

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