PAZZINI: LUCI, OMBRE E QUEL DOPPIO SEGNALE LANCIATO AL MILAN
PAZZINI: LUCI, OMBRE E QUEL DOPPIO SEGNALE LANCIATO AL MILAN
Federico Albrizio
Giampaolo Pazzini - fonte www.ilrestodelcarlino.itNell'ultima gara della stagione, Seedorf ha spiazzato tutti schierando dal primo minuto Giampaolo Pazzini, non in coppia con Balotelli, ma come punta unica: il tecnico è rimasto fedele alla propria idea (il Pazzo e Mario non devono giocare assieme titolari) e ha regalato loro solo un quarto d'ora di convivenza. Una scelta che ha destato alcune perplessità: il Milan si giocava ancora l'accesso all'Europa League e lasciare fuori il giocatore più rappresentativo sembrava un azzardo. La scelta ha comunque ripagato Clarence nella prima frazione di gioco: il Pazzo si è mostrato vivace, puntuale nei movimenti e rabbioso nel pressing; il primo gol nasce da una sua buona gestione del pallone, che ha liberato poi alla conclusione Muntari. Nella ripresa l'attaccante di Pescia ha avuto una leggera flessione, è calato di intensità e ha fallito due buone occasioni da rete. Analizzando la sua prestazione, sono emersi due importanti segnali per il Milan.Riserva di lusso, ma da titolare non sempre è letale - Dalla panchina Pazzini ha costituito sicuramente un'arma in più con Allegri prima e con Seedorf poi: importantissimo per l'allenatore avere a disposizione un attaccante con le sue qualità per ribaltare le sorti di una partita e dare il colpo di grazia alla difesa avversaria. Da titolare però la musica cambia: la sua generosità lo porta a giocare primi tempi infuocati e riprese a volte opache, quando la benzina si esaurisce. Dotato di un colpo di testa micidiale e di buon senso della posizione, cede qualcosa in tecnica individuale e non riesce ad incidere, come Balotelli ad esempio, anche quando le pile si scaricano.Se la squadra non gira, qualunque punta soffre - Il secondo segnale deve far riflettere il Milan sul sistema di gioco: se nella ripresa Pazzini non ha brillato, molte responsabilità sono da imputare al resto della squadra. Difesa perennemente in apprensione, centrocampo privo di idee e, soprattutto, assenza di vivacità da parte dei trequartisti: difficile per chiunque rendere al meglio in queste condizioni, a prescindere da chi sia la punta. A Balotelli si imputa uno scarso lavoro da centravanti, ma anche schierando un attaccante d'area puro come il Pazzo la situazione non cambia di molto, per questo i rossoneri potrebbero rivedere l'assetto tattico della squadra: al di là degli interpreti, rinunciare a un trequartista o a un centrocampista per inserire un altro giocatore offensivo potrebbe essere la giusta soluzione per supportare al meglio il centravanti di turno.