Keisuke Honda (Fonte foto: www.calciomercato.com)Pareva un incubo destinato a svanire a fine stagione ed invece è diventato realtà: Milan fuori dall'Europa e da qualsiasi altra cosa possa sembrare un obiettivo. La stagione 2013/14 è stata un disastro, una di quelle che i tifosi, e non solo, non vedono l'ora di buttarsi alle spalle, ma che difficilmente sarà scordata. Domenica sera verrà messo (finalmente) un punto alla fine di quest'agonia, ciò che conta però è che sia un punto e a capo. Società, allenatore (futuro?) e giocatori dovranno riunirsi, guardarsi in faccia, assumersi le responsabilità e voltare pagina, imparando, ovviamente dagli errori.La partita di Bergamo domenica è stata l'emblema di questo Milan: fragilissimo, raffazzonato, è crollato sotto i colpi nerazzurri. Il derby aveva illuso, la vittoria, maturata più per i demeriti avversari, bastava per salvare tutti e così è stato. Ma l'illusione è durata appena una settimana e contro l'Atalanta è stato un brusco risveglio. Mexes, dopo una serie positiva (compreso il primo tempo di domenica), si è di nuovo perso come solo lui sa fare: perfetto ed insuperabile delle volte, altrettanto nervoso e distratto altre. Ma non è stato il solo: Constant, eroe sulla fascia contro l'Inter, ha arrancato sulle incursioni dei bergamaschi e non è riuscito a spingere in fase offensiva. Già fase offensiva, se così può essere chiamata. I problemi maggiori di questo Milan arrivano forse da lì: Honda titolare è parsa a molti una scelta folle (vero Galliani?), ma l'idea di Seedorf era dare un'iniezione di fiducia al giocatore. Fiducia mal riposta, visto che il giocatore, schierato da trequartista, è stato un autentico disastro. Mancanza di idee e prevedibilità, per ora Honda i rossoneri se lo ricordano così, certamente non degno del numero che porta. Ed il trequartista a questo Milan manca eccome, e si vede. Kakà non è più affidabile, il tempo passa per tutti e la sua parabola discendente è sotto gli occhi di tutti, Scolari compreso.Punto e a capo, abbiamo detto, ma l'idea è che mai come adesso per il Milan arriva il momento più difficile. Parola d'ordine: ricostruire, se da zero si vedrà solo a settembre. Domenica vada come deve andare, che senso ha prolungare quest'agonia illudendosi?