fonte:corriere.it
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Questa mattina, nella conferenza stampa di Coverciano, il ct azzurro è tornato sul tema caldo di questi ultimi giorni: la convocazione in Nazionale dello squalificato Mario Balotelli. Prandelli, incalzato nuovamente dai giornalisti, ha precisato: "Non me ne frego del codice etico, i ragazzi hanno capito cos’è. Se per l’ennesima volta dobbiamo spiegarlo, lo facciamo. Quando un giocatore prende la squalifica, non posso punire su una punizione ma se non ci fosse stata l’infrasettimanale, non l’avrei convocato. Non ho mai convocato un giocatore squalificato, non l’ho mai fatto, ditemi voi perché ci sono le polemiche. Ognuno può dire la sua sull’etica, creare ad arte certe polemiche, ma non è un problema mio, ma ai ragazzi bisogna ricordarlo sempre”. Il ct ha poi sottolineato il comportamento della società rossonera, continuando: "Il fatto significativo è che il Milan ha preso posizione e non ha fatto ricorso, come la Roma con Osvaldo. Per me è importante, magari le considerazioni poi le faremo all'interno dello spogliatoio. Balotelli ha minacciato l'arbitro e ha un comportamento 'oltre'? Non è scontato che i club non facciano ricorso e non prendano posizione... Sul caso Balotelli non voglio intervenire nello specifico. L'ho convocato perché il nostro modo di affrontare gli argomenti è guardarci negli occhi e fare un patto tra di noi. Dobbiamo avere una squadra preparata anche psicologicamente. Quando un giocatore ha queste esternazioni è fragile, ma dobbiamo parlare tra di noi e serve un patto tra di noi. Sono stato arrabbiato con Balotelli ma tutti quelli che gli vogliono bene, devono essere arrabbiati con lui. Se sei superficiale, una pacca sulle spalle e avanti... Noi dobbiamo aiutarlo a diventare più equilibrato e lo ripeto, è uno dei giocatori potenzialmente più forti che abbiamo. Le parole di Mourinho su di lui? Non c'è bisogno delle sue crociate: cerchiamo anche noi, con la Uefa, di trasmettergli un messaggio, a lui come a chiunque possa simulare".

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