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Samuele Ricci (centrocampista AC Milan), qui al termine del derby Milan-Inter 1-0 (Serie A 2025-2026) | News (Getty Images)
Ieri sera, a 'San Siro', al 95' del derby di Milano tra il Milan di Massimiliano Allegri e l'Inter di Cristian Chivu, un pallone deviato in area di rigore nell'ultima azione del match da Denzel Dumfries è finito sul braccio di Samuele Ricci. L'arbitro del big match, Daniele Doveri della Sezione A.I.A. (Associazione Italiana Arbitri) di Roma 1, però, non ha concesso il penalty ai nerazzurri.
Al fischio finale, Nicolò Barella (capitano in campo dell'Inter), Lautaro Martínez (capitano in panchina, per onor di firma perché infortunato) e tantissimi altri tesserati della seconda squadra di Milano hanno circondato l'arbitro in cerca di spiegazioni. Doveri era sembrato, però, già in campo piuttosto irremovibile con il suo collega al V.A.R., Rosario Abisso, che ha ritenuto di non dover intervenire per segnalargli l'accaduto.
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Chivu, a fine partita, ha dichiarato: "Mi hanno detto che V.A.R. e A.V.A.R. (Marco Di Bello, n.d.r.) hanno fatto un check, non c'è niente da dire". E, in effetti, nulla è accaduto perché il calcio di rigore per i nerazzurri, giustamente, non è stato assegnato. Secondo quanto filtra, dai vertici A.I.A. giunge sostegno alla decisione presa da Doveri, che ha avuto ragione nel non concedere il penalty all'Inter per questi motivi: nessun aumento significativo del volume, nessun movimento verso il pallone, nessuna postura incongrua da parte del milanista Ricci dopo la sponda di petto di Dumfries. Per le polemiche strumentali, dunque, ripassare un'altra volta.
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