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Il Milan deve ripartire subito: dopo il crollo in casa del Sassuolo, i rossoneri devono vincere per forza di cose contro l'Atalanta e poi cercare altri tre punti tra Genoa e Cagliari per conquistare matematicamente un posto nella prossima edizione della Champions League. Massimiliano Allegri deve ritrovare il suo Diavolo, anche se le prestazioni nelle ultime sette partite di campionato (leggi qui la nostra analisi), lasciano tante preoccupazioni e dubbi in vista di queste ultime gare di Serie A. Secondo 'La Gazzetta dello Sport', l'allenatore rossonero potrebbe cambiare qualcosa in vista della sfida contro l'Atalanta (qui i dettagli), ma non dovrebbe toccare il modulo visto in tutta la stagione, ovvero il 3-5-2.
Il Milan ha bisogno di cambiare in questo momento? La risposta è sì, non tanto perché il 3-5-2 non può più funzionare, più che altro perché il Diavolo non riesce a creare nulla in questo momento in attacco e la difesa non è più la stessa di inizio stagione, visto che subisce più gol (basti guardare Sassuolo e Udinese, 5 gol subiti in due sconfitte). Il piano di Allegri è quello di non rivoluzionare in questo momento delicato una squadra che fino al derby di ritorno aveva ancora speranza di Scudetto, ma forse serve davvero la scossa per riprendere a vincere e conquistare questi benedetti 6 punti necessari per raggiungere l'obiettivo. E allora cosa cambiare? Fantastichiamo, perché come detto Massimiliano Allegri difficilmente farà rivoluzioni quando mancano pochissime partite. Un'opzione per ridare fiato ai rossoneri potrebbe essere proporre un 4-4-2 così schierato in campo: Maignan; Athekame, Gabbia, Pavlović, Bartesaghi; Pulisic, Loftus-Cheek, Rabiot, Saelemaekers; Gimenez, Leão. Perché giocare così? Il Milan potrebbe essere più coperto sulle fasce in difesa e potrebbe non dover contare su un solo mediano davanti alla difesa: senza Modrić si fa tanta fatica in quel ruolo. Poi Pulisic potrebbe giocare di nuovo nel suo ruolo e l'area si potrebbe coprire con due attaccanti, cosa che manca molto in questo momento.
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