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Redbird, ora che il Milan è tuo non hai più alibi: investi per tornare grande o pensi solo alla sostenibilità?

Gerry Cardinale RedBird proprietario Milan esulta con braccio alzato e bandiera USA sullo sfondo, illustrazione editoriale
Con RedBird unico proprietario, Cardinale non ha più alibi: se vuole vincere, deve investire. Ma cosa farà con Furlani, Allegri e Tare? Occorre ambizione, serve vincere
Redazione PM

Il tempo degli equilibri finanziari con Elliott è finito. Con il rifinanziamento del vendor loan e l’uscita definitiva del fondo di Paul Singer, il Milan è oggi totalmente nelle mani di Gerry Cardinale e di RedBird. Un passaggio chiave: ora la direzione è una sola e le responsabilità sono chiare. Dopo quattro stagioni da oltre 500 milioni investiti sul mercato, non ci sono più alibi. La parte tecnica c'è (Tare-Allegri), occorre solo capire se con fiducia o meno della proprietà. Resteranno loro o si cambierà ancora? 

Quattro anni tra investimenti e risultati alterni

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Dal 2022 a oggi il Milan ha cambiato pelle. I numeri parlano di una crescita costante della spesa: dai 62 milioni del primo anno fino ai 170 dell’estate 2025/26. Un’accelerazione evidente, accompagnata però da cessioni importanti e risultati sportivi discontinui.


Nel 2022/23 è arrivata la semifinale di Champions League, traguardo prestigioso ma macchiato dalla brutta figura contro l'Inter. L’anno successivo secondo posto in campionato, ma eliminazione ai gironi di Champions e uscita ai quarti di Europa League. Il 2024/25 ha segnato la flessione più evidente: ottavo posto e fuori dall’Europa che conta. Oggi, senza coppe, i rossoneri sono terzi e concentrati esclusivamente sul ritorno in Champions.

Parallelamente, le cessioni hanno garantito 315 milioni di incassi, con picchi importanti nelle ultime due stagioni. Una gestione attenta, quasi chirurgica, che ha mantenuto equilibrio finanziario anche nei momenti di calo sportivo.

Giorgio Furlani e Gerry Cardinale, amministratore delegato e proprietario del Milan

Il futuro di Furlani e il nuovo stadio di Milan e Inter

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La strategia di Cardinale non si limita al campo. Il nuovo stadio condiviso con l’Inter rappresenta il fulcro di un piano da oltre un miliardo di euro. Un asset strategico, coerente con la filosofia RedBird: valorizzare il brand attraverso infrastrutture moderne e ricavi strutturali. Sul piano societario, le indiscrezioni parlano di possibili cambiamenti, compresa la posizione dell’ad Giorgio Furlani. Segnali di un riassetto che potrebbe ridefinire gli equilibri interni ora che Elliott non è più presente.

Sostenibilità o ambizione?

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Il nodo resta sportivo. Il Milan non è solo un’azienda: è un club abituato a vincere e a dominare, in Italia e in Europa. Ripartire da figure di campo come Massimiliano Allegri e Igli Tare significa rimettere il calcio al centro del progetto. "Vincere campionati è ovviamente un obiettivo importante. Ma bisogna bilanciare questo con il vincere con intelligenza", aveva dichiarato Cardinale in un'intervista del 2024 alla 'Harvard Business School'.

La sostenibilità è un prerequisito, non un traguardo. Un club che vuole alzare trofei ha bisogno di spendere cifre importanti, altrimenti non potrà mai competere con le big europee. Ora che il Milan è totalmente suo, RedBird deve scegliere: limitarsi a gestire un club virtuoso o investire con decisione per riportarlo stabilmente tra le grandi d’Europa. La risposta, questa volta, non potrà più essere rimandata. Sui social, parliamoci chiaro, i tifosi sono stanchi di mediocrità e progetti a breve durata. Nel mirino ci è finito Cardinale, certo, ma soprattutto Giorgio Furlani. Ne abbiamo parlato anche oggi sul nostro canale Youtube (vedi video qua sopra). Sono cambiati allenatori e dirigenti, ma le criticità sono rimaste sempre le stesse. Possibile che dopo 4 anni il Milan sia sempre al punto di partenza?