In quel manifesto digitale si accusava l'amministratore dell'ultimo quadriennio di gestire il club milanese esclusivamente come un asset finanziario, ignorando l'importanza dei risultati sul campo. La coincidenza temporale ha visto la proprietà RedBird azzerare l'intera dirigenza il successivo 24 maggio, sollevando Furlani dall'incarico e dimostrando quanto anche l'opinione pubblica abbia potuto incidere sulle scelte del club di Via Aldo Rossi.
"Cardinale go home": i punti chiave della nuova petizione su Change.org
—Sulla scia di quel successo, il tifoso del Milan Marco Costanzo ha promosso la nuova campagna intitolata esplicitamente "Cardinale go home". Pur essendo nelle sue battute iniziali, l'iniziativa ha già intercettato il forte malumore della piazza, raccogliendo rapidamente le prime centinaia di firme. Il testo della petizione rappresenta un duro atto d'accusa contro il modello di business americano applicato al calcio europeo, articolato su precise criticità aziendali:
Dallo stadio a Times Square: la protesta diventa globale
—Il manifesto digitale si inserisce in un contesto di contestazione fisica che sta crescendo di intensità. Nelle ultime ore, l'intera zona adiacente allo stadio di San Siro è stata imbrattata con scritte spray che definiscono Cardinale un "bloodsucker" (sanguisuga).
Il malcontento del tifo milanista ha ormai superato i confini nazionali: i promotori della protesta stanno pianificando iniziative di forte impatto visivo direttamente a New York, nella zona di Times Square, con l'obiettivo di colpire l'immagine pubblica e finanziaria di RedBird proprio sul suolo statunitense. La richiesta finale della petizione è netta e non lascia spazio a mediazioni: un passo indietro immediato di Gerry Cardinale e la cessione del Milan a una proprietà realmente interessata al progetto sportivo.
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