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Pellegatti: “Per il Milan un’annata è trionfale solo se si vince. La società non ha aiutato Allegri”

Redazione PM
La qualificazione in Champions League è un traguardo da festeggiare? Non secondo Carlo Pellegatti: le sue parole fanno riflettere...

L'obiettivo dichiarato del Milan dall'inizio della stagione è sempre rimasto lo stesso: la qualificazione in Champions League. Un presupposto che ha polarizzato il dibattito. Da una parte c'è chi sostiene che un club come il Diavolo debba sempre puntare a vincere, mentre dall'altra chi pensa che i tempi d'oro siano finiti e che il quarto posto sia un traguardo più che rispettabile.

Come spesso accade in questi casi, la verità sta nel mezzo. I rossoneri non partono più da favoriti ai nastri di partenza, ma questo non significa adattarsi alla mediocrità: i tifosi non chiedono di vincere a tutti i costi, ma almeno di provarci fino all'ultimo. Quest'anno il Milan è rimasto in scia all'Inter fino alla 29ª giornata, prima della sconfitta con la Lazio che ha coinciso con l'inizio del crollo della squadra di Massimiliano Allegri.

Milan, le parole di Pellegatti

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In merito al valore del quarto posto e alle ambizioni che dovrebbe avere il Milan, si è espresso anche il noto giornalista e tifoso rossonero Carlo Pellegatti. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni rilasciate nell'ultimo video pubblicato sul proprio canale YouTube.

Sul valore del quarto posto: "Massimiliano Allegri in questo momento si trova al terzo posto, ma attenzione: non sto dicendo che si tratti di una stagione trionfale. Sia chiaro, per il Milan un'annata è trionfale soltanto se si vince lo scudetto. Quindi evitiamo discorsi del tipo 'eh, ma l'obiettivo era questo, nei pronostici eravamo terzi o quarti e ora siamo lì'. Ci ricordiamo tutti come sono andati gli ultimi due mesi e a tutti rimane l'amaro in bocca, proprio perché eravamo vicini al vertice".


Sulle colpe della società e sui meriti di Allegri: "Va comunque riconosciuto che anche la società ha le sue colpe e non ha aiutato Massimiliano Allegri. Di conseguenza, non potendo vincere il campionato anche a causa di questo mancato supporto, e considerando un Milan che l'allenatore ha fatto parecchio faticare a mettere a posto nel finale — perché altrimenti sembra che non raccontiamo tutta la verità —, il terzo posto attuale rispecchia i pronostici iniziali. Rappresenta l'obiettivo minimo, e sottolineo minimo, non un grande traguardo: ovvero qualificarsi tra le prime quattro, ricordando soprattutto che l'anno scorso siamo arrivati ottavi. Adesso pensiamo solo a chiudere questa stagione".