Poi spiega i rapporto di Silvio Berlusconi con la stampa italiana, ben diversi da quelli di Gerry Cardinale: "I rapporti di Berlusconi con la stampa italiana erano ben diversi. Addirittura, dopo la sconfitta col Cesena nel gennaio ’89, volle parlare prima con il direttore della Gazzetta Candido Cannavò, poi invitò i giornalisti a stare al bar e chiese ad uno di loro, Alberto Costa, inviato storico del Corriere della Sera, un’opinione riguardo l’eventuale esonero di Arrigo Sacchi. Costa disse che non gli sembrava la soluzione migliore. Questa mossa non avvenne e Sacchi continuò in quell’anno che portò alla vittoria della prima Coppa dei Campioni di Silvio Berlusconi".
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Poi ha aggiunto: "Trovo curioso non aver mai sentito la voce, lo ribadisco, di Gerry Cardinale. Trovo curioso che con tanti giornalisti presenti non abbiamo potuto neanche salutarlo perché, con massima cortesia, ci hanno pregato di stare lontano dal cortile. L’avremmo salutato volentieri. Trovo curioso che con tanti giornalisti italiani, con tanti quotidiani importanti italiani, con tante tv italiane, Gerry Cardinale non abbia sentito il bisogno di parlare con uno di noi e abbia, a Milanello, in casa del Milan, abbia sentito bisogno di parlare con un giornalista del famoso Financial Times. Silvio Berlusconi non si sarebbe comportato così. Si tranquillizzi Gerry Cardinale, nessuno pensa che sia lui il nuovo Silvio Berlusconi. Sperando di sentire la sua voce nei prossimi mesi e magari leggere un’intervista ad un giornale italiano".
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