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Milan, Pedullà: “Le squadre di Allegri sono una scatola vuota”. Ha ragione?

Redazione PM
Il giornalista Alfredo Pedullà attacca duramente la gestione tecnica del Milan dopo il ko con l'Atalanta: critiche feroci ad Allegri e alla mancanza di gioco

Milan-Atalanta continua a trascinarsi dietro una scia di polemiche e analisi spietate. Il 2-3 finale di San Siro non ha solo complicato terribilmente la corsa verso la qualificazione in Champions League, ma ha riacceso con forza il dibattito sulla proposta tecnica di MassimilianoAllegri. Con soli due turni ancora da giocare e un vantaggio quasi azzerato sulle inseguitrici, il crollo rossonero appare come la conseguenza di un’identità mai realmente trovata, scatenando le critiche di tifosi e addetti ai lavori.

La critica di Pedullà: una "scatola vuota" senza organizzazione

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Secondo il noto esperto di calciomercato Alfredo Pedullà, il declino del Milan da febbraio in poi non è frutto del caso, ma di una strutturale mancanza di organizzazione tattica. Attraverso i propri canali social, il giornalista ha evidenziato come la filosofia difensivista del tecnico livornese, efficace finché sostenuta dalla fortuna o dai singoli, mostri il fianco non appena il livello della competizione si alza e diventa necessario proporre un'altra idea di gioco. Per Pedullà, il Milan attuale è lo specchio di una gestione che non riesce più a dare un'impronta moderna alla squadra.

"Solo i biografi di Allegri, quei due o tre che celebrerebbero un posto Champions come la vittoria del Mondiale, non hanno capito che le sue squadre sono una scatola vuota. Da febbraio in poi si assiste a un crollo perché manca la minima organizzazione, l’abc. Quando alla distanza devi vivere su un’idea minima di gioco, resti fulminato: non c’è. Allegri era un grande gestore di campioni e vinceva. Ditelo ai biografi".

Pedullà ha ragione su Allegri?

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Sì e no. Allegri è stato eccezionale nella prima parte della stagione, quando c'era da ricostruire l'identità della squadra, darle corpo e anima. Ha unificato lo spogliatoio, ha ridato serenità ed equilibrio difensivo alla squadra, li ha portati dalla sua parte, pur con un gioco scheletrico e over-performante. Nella seconda parte di stagione, però, invece che accelerare, il suo Milan si è piantato. Il dato che avvalora la tesi di Pedullà emerge chiaramente dai numeri del girone di ritorno: il Milan ha smesso di produrre occasioni pulite, affidandosi esclusivamente a gol episodici (pochi) e palle inattive. La sensazione di 'scatola vuota' si è percepita plasticamente ieri contro l'Atalanta, specialmente nel primo tempo: il Milan sembrava un pugile suonato alle corde. Appariva slegato, incapace di reagire tatticamente e tecnicamente ai gol avversari. Nel complesso, certamente il bicchiere rimane mezzo vuoto. Senza gioco, ti attacchi ai risultati. Se mancano anche quelli, manca tutto