"Solo i biografi di Allegri, quei due o tre che celebrerebbero un posto Champions come la vittoria del Mondiale, non hanno capito che le sue squadre sono una scatola vuota. Da febbraio in poi si assiste a un crollo perché manca la minima organizzazione, l’abc. Quando alla distanza devi vivere su un’idea minima di gioco, resti fulminato: non c’è. Allegri era un grande gestore di campioni e vinceva. Ditelo ai biografi".
Pedullà ha ragione su Allegri?
—Sì e no. Allegri è stato eccezionale nella prima parte della stagione, quando c'era da ricostruire l'identità della squadra, darle corpo e anima. Ha unificato lo spogliatoio, ha ridato serenità ed equilibrio difensivo alla squadra, li ha portati dalla sua parte, pur con un gioco scheletrico e over-performante. Nella seconda parte di stagione, però, invece che accelerare, il suo Milan si è piantato. Il dato che avvalora la tesi di Pedullà emerge chiaramente dai numeri del girone di ritorno: il Milan ha smesso di produrre occasioni pulite, affidandosi esclusivamente a gol episodici (pochi) e palle inattive. La sensazione di 'scatola vuota' si è percepita plasticamente ieri contro l'Atalanta, specialmente nel primo tempo: il Milan sembrava un pugile suonato alle corde. Appariva slegato, incapace di reagire tatticamente e tecnicamente ai gol avversari. Nel complesso, certamente il bicchiere rimane mezzo vuoto. Senza gioco, ti attacchi ai risultati. Se mancano anche quelli, manca tutto
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