I 'Blues' hanno preso l'abitudine, infatti, di fare una 'huddle', per caricarsi per l'avvio imminente di ogni partita. E non ci sarebbe nulla di male, di base. Assistiamo a queste scene ovunque, su qualsiasi campo. Il problema è che i londinesi non si mettono in cerchio per il discorso motivazionale del momento nella propria metà campo, bensì lo fanno proprio nel cerchio di centrocampo. Laddove ci sono anche gli avversari, magari pronti a battere il calcio d'inizio della gara e quindi visibilmente innervositi da quanto promosso dalla squadra del Sud-Ovest di Londra.
Poi c'è anche chi, come il Milan di Massimiliano Allegri, utilizza una sorta di 'trappola psicologica' per spazientire gli avversari. Che a volte funziona, a volte evidentemente no. Quella che, invece, resta costante, è l'incazzatura al quarto piano di 'Casa Milan'. Ma di cosa stiamo parlando? Semplice: il Milan di Allegri, tantissime volte nel corso di questa stagione, ha ritardato l'inizio dei primi o dei secondi tempi delle partite - ogni tanto anche di entrambi - di vari minuti. Immaginate la situazione: avversari pronti, nel tunnel, per entrare o rientrare sul terreno di gioco e il Milan non si vede.
Già spesso e volentieri abbiamo assistito a questa scena nelle partite del Diavolo, tanto che il Giudice Sportivo di Serie A, Gerardo Mastrandea, ha definito più volte nei suoi comunicati l'atteggiamento del Milan come 'recidiva reiterata continuata'. Il risultato? A volte il Milan ha disputato primi tempi mosci, iniziando in debito d'ossigeno e assediato dai rivali; altre volte abbiamo visto un Milan, magari, rientrare dagli spogliatoi più carico, motivato. Diverso. Sicuramente più leggero nel portafoglio. Già, perché la 'trappola psicologica' di mister Allegri ha fatto indiavolare di brutto, a più riprese, l'amministratore delegato Giorgio Furlani, il mago dei conti rossoneri.
Una caterva di multe, partite da 4mila euro e giunte fino ai 22mila del derby
—In quest'edizione della Serie A, infatti, il Milan ha ricevuto ben 107mila euro di multa per questo suo comportamento, suddivise in 10 ammende distinte. Si era partiti con 4mila euro per Lecce-Milan, divenuti 5mila per Milan-Bologna e ridotti a 3mila per Udinese-Milan. A quel punto, il Giudice Sportivo ha calcato la mano, ma il 'vizietto' al Diavolo non è di certo passato. Sono quindi giunti 8mila euro di multa per Milan-Roma, poi 10mila per Milan-Verona, Fiorentina-Milan e Milan-Lecce. Per concludere con i 15mila di Roma-Milan, i 20mila di Milan-Parma e i 22mila, freschi freschi, del derby contro l'Inter.
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Da capire, ora, se il trend proseguirà anche nelle prossime partite e se, eventualmente, il Giudice Sportivo rincarerà ulteriormente la dose, inasprendo ancora di più le sanzioni. Perché è vero che poco più di 100mila euro, per un club come il Milan che muove milioni ogni anno, possano apparire soltanto come una goccia in oceano sterminato. Ma è altrettanto vero che allargare i cordoni della borsa per dover pagare multe francamente evitabili non fa mai piacere. Figurarsi a un club come il Milan ed a un dirigente come Furlani, notoriamente molto attenti a ogni singolo spostamento di soldi.
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