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Sebbene i suoi numeri stagionali, a conti fatti, non siano poi così tanto male (10 gol e 2 assist in 24 partite tra Serie A e Coppa Italia), questa non è certamente una buona annata per Rafael Leao, attaccante del Milan. Iniziata con un infortunio al polpaccio, proseguita con il cambio ruolo - da esterno offensivo a prima o seconda punta nel 3-5-2 di Massimiliano Allegri - e continuata, purtroppo, con un principio di pubalgia che ne ha limitato il rendimento negli ultimi quattro mesi.
Tanto che si comincia a respirare aria di cessione: che l'estate 2026 possa essere quella dell'addio di Leao al Milan? "Secondo me può essere, ma non c’è la certezza, l’estate del cambiamento. Qualora il Milan dovesse andare avanti ancora con Massimiliano Allegri, perché la priorità di Allegri è di rimanere al Milan e la priorità del Milan è di rimanere assolutamente nelle mani di Allegri, probabilmente ci guadagnerebbero tutti", ha sottolineato ieri Peppe Di Stefano, giornalista di 'Sky Sport' inviato nel centro sportivo rossonero di Milanello.
"Leao non gioca nella sua posizione, non è una punta, probabilmente non è neanche una seconda punta, si adatta a fare la prima. Non dico malvolentieri perché l’ha fatto ed è quasi arrivato in doppia cifra, però chiaramente non è il vero Leao, è depotenziato - ha proseguito, poi, Di Stefano nella sua analisi -. Il miglior Leao l’abbiamo visto col 4-3-3 o col 4-2-3-1. Però è anche vero che affinché un giocatore lasci una squadra dovranno esserci opportunità di mercato convenienti al club che vende, al club che compra e al giocatore. Al momento, è vero che mancano ancora 8 partite, non si muove nulla".
"Il Milan deve salvaguardare questo talento che ha, perché in un modo o nell’altro quando c’è gioca e quando gioca a volta ha inciso nonostante quegli atteggiamenti che non sempre Allegri ha digerito con piacere", la chiosa del giornalista di 'Sky Sport' sullo spinoso tema Leao.
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