Stefano De Grandis, a 'Sky Calcio Club', ha parlato di Rafael Leao e della sua prestazione in Milan-Juventus di domenica sera a 'San Siro'
Difficile esprimere un giudizio sulla stagione 2025-2026 di Rafael Leao: l'attaccante, al Milan dal 2019, ha infatti dovuto combattere sin da subito con dei problemi fisici seri (infortunio al muscolo soleo del polpaccio) e con un inaspettato cambio di ruolo. Dopo aver giocato, infatti, varie stagioni da esterno sinistro offensivo, dominatore assoluto della sua fascia di pertinenza, il nativo di Almada si è ritrovato a giocare da punta.
Prima o seconda, fa poca differenza. Da ala nel 4-2-3-1 ad attaccante centrale nel 3-5-2, Leao ha sofferto abbastanza il non poter più andare in spazi aperti, dando libero sfogo alle sue principali caratteristiche, quelle che l'hanno reso il top player del Milan. Ovvero velocità, progressione, dribbling e capacità di sfornare assist in doppia cifra. Oltre che ad assicurare un quantitativo di gol similare. Inizialmente, l'esperimento di Massimiliano Allegri ha anche funzionato.
Milan-Juventus, l'opinione di De Grandis su Leao
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Da dicembre, però, il portoghese ha iniziato a combattere con la pubalgia: una brutta 'bestia', che ne ha limitato i movimenti, gli scatti, costringendolo in alcune partite a giocare praticamente da fermo. Il problema sembra essere in via di risoluzione, ma oramai la stagione è andata: fin qui i numeri non sono neanche male (10 gol e 3 assist in 28 partite), ma c'è la sensazione come Leao sia un po' 'forzato', costretto in questo assetto tattico e tutt'altro che a suo agio nell'Allegri-ball.
Anche in occasione della partita contro la Juventus, domenica scorsa a 'San Siro', ha deluso, sebbene abbia provato a spedire in porta - con due potenziali assist in seguito a due stratosferiche visioni periferiche del gioco - Davide Bartesaghi nel primo tempo e Alexis Saelemaekers (traversa) nella ripresa.