Il test al Botafogo: 27 panchine e un mare di dubbi
—Luglio 2025: il Botafogo sceglie Davide come allenatore capo, offrendogli la possibilità di fare la prima esperienza da "solista". Un inizio surreale: firma il referto della prima partita come assistente del preparatore dei portieri perché non ancora regolarizzato. Il campo ha restituito un bilancio discreto: 12 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte in 27 gare. Un sesto posto finale, la qualificazione ai preliminari di Libertadores, poi l'esonero a dicembre. Un'esperienza troppo ridotta per pensare di consegnargli le chiavi di Milanello. Tuttavia, bisogna anche sottolineare che il Botafogo non sta vivendo il periodo più radioso della propria storia: nella stagione in corso, con Franclim Carvalho in panchina, il club si trova al 12° posto del campionato brasiliano con appena 18 punti conquistati dopo 14 partite.
Azzardo totale? Il Milan non è un gioco
—Mettere un allenatore di 36 anni con meno di trenta panchine da professionista al posto di Allegri sarebbe un salto nel vuoto senza paracadute. Una scommessa che il Milan, oggi, non può permettersi. Se rivoluzione dev'essere, serve gente che ha mangiato campo come Vincenzo Italiano o Francesco Farioli. Nomi che magari non faranno sognare i romantici, ma che almeno offrono maggiori garanzie tattiche. Inseguire il mito di Carlo tramite il figlio è una suggestione pericolosa, che comporta il rischio di bruciare l'ennesima stagione di un club che, in questo momento, ha bisogno di certezze, non di esperimenti.
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