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Davide Ancelotti chiama il Milan: “Mi sento pronto per allenarlo. Modric? Che sfuriata al Real”

Davide Ancelotti, figlio di Carlo
La fede rossonera, il passato al Milan da calciatore e il rapporto con il padre: Davide Ancelotti si racconta a poche settimane dal Mondiale
Redazione PM

"Non ho vergogna a dirlo: da tifoso del Milan piansi a Yokohama". Basterebbe questa frase per capire che Davide Ancelotti non è solo "il figlio di", ma un vero cuore rossonero. Dopo la prima esperienza da capo allenatore al Botafogo e una vita passata a studiare da papà "Re Carlo" tra Madrid, Napoli e Parigi, Davide si prepara ad affrontare il suo primo Mondiale con la Seleção allenata da suo padre. Intanto, però, lancia in un'intervista a La Gazzetta dello Sport una sua clamorosa autocandidatura per la panchina del Milan. Futuristica e suggestiva, proprio mentre i tifosi invocano un ribaltone a Milanello.

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Nell'intervista Ancelotti Jr. racconta diversi episodi legati al mondo Milan: dal "cazziatone" di Valerio Fiori ai rigori di Istanbul, passando per un curioso retroscena su Luka Modric (a proposito, oggi novità importanti su di lui). Ecco alcuni dei passaggi più significativi che abbiamo voluto selezionare e proporvi:


Milan, l’intervista a Davide Ancelotti

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Sul rapporto di Ancelotti con la pressione: “Beh, chi fa questo lavoro ama averla addosso, anzi hai la fortuna di averla addosso. E se sei stato allenatore di squadre come Juventus, Milan, Real Madrid, Psg, Bayern, Napoli ci hai già convissuto parecchio”.

Sul suo passato da calciatore: “Centrocampista come papà, che mi fece pure giocare qualche minuto in amichevole con il Milan contro la Dinamo Kiev. Fu la prima partita di Pato in maglia rossonera e mi presi un cazziatone da Valerio Fiori per un retropassaggio suicida che lo costrinse a uscire dalla porta (ride ndr)”.

Sulla sua fede rossonera: “Prima di intraprendere questa carriera ero milanista. Non ho vergogna a dire che da tifoso piansi a Yokohama dopo la sconfitta con il Boca. Allenerei il Milan e mi sento anche pronto per farlo”.

Davide Ancelotti: "Modric ci ha chiamati prima di firmare con il Milan"

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Sui rigori e quella battuta sulla finale di Istanbul: “L’ossessione mi è rimasta dalla sconfitta di papà a Istanbul con il Liverpool. A parte gli scherzi, io sono convinto che quella dei rigori non sia una lotteria, ma una specialità che va allenata. Anche perché, con cinque cambi più uno ai supplementari, chi va a calciare difficilmente è uno dei tiratori abituali. Per dire, al Real segnarono penalty decisivi Rudiger e Nacho. Non erano specialisti, ma avevano due palle così”.

Sul centrocampista più forte mai allenato: "Kroos. Ma anche Modric, di cui ho un bell’aneddoto: giocava sempre con delle calze che metteva sotto ai calzettoni del Real. Un giorno in casa del Rayo il magazziniere, che per lui era un fratello, si dimenticò di portarle. Apriti cielo, Luka era una furia. A proposito di giocatori perfezionisti. Ci ha chiamati prima di firmare con il Milan, nel calcio queste cose sono normali. Così come Xabi Alonso prima di raccogliere l’eredità di Ancelotti al Real".