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Dopo essere stato a lungo secondo in classifica in Serie A e in lotta con l'Inter per lo Scudetto, da metà marzo in avanti il Milan di Massimiliano Allegri è crollato. Con cinque sconfitte nelle ultime sette partite, il Diavolo è scivolato al quarto posto in graduatoria: si è fatto scavalcare dalla Juventus e raggiungere dalla Roma. Con il Como lì, a sole due lunghezze di distanza.
Una qualificazione in Champions League che sembrava scontata dopo la vittoria nel derby di ritorno in campionato, è divenuta improvvisamente (o quasi) un Everest da scalare per Mike Maignan e compagni. "Secondo voi senza attaccanti e con interpreti non eccezionali, in parte non scelti dall'allenatore, si poteva immaginare che il Milan arrivasse in Champions a due giornate dalla fine?", è l'interrogativo che si è posto, sul tema, Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore televisivo e radiofonico.
Nell'ultima puntata del podcast 'Numer1', Cruciani ha rincarato la dose e messo nel mirino, oltre al tecnico Allegri, reo secondo i tifosi del Milan di questi ultimi risultati e del non aver saputo dare un buon gioco ai rossoneri, anche l'amministratore delegato Giorgio Furlani. "Poi per carità, Allegri avrà le sue colpe, però i tifosi che contestano Furlani hanno capito che l'allenatore non è il primo responsabile - ha detto Cruciani -. Che ne dicano i soliti noti ovunque, sui podcast, nelle televisioni, dicendo il disastro di Allegri, la colpa non è di Allegri, cioè non è solo di Allegri".
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