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Milan, l’importanza di Rabiot è data dai numeri. Ma c’è un paradosso che non tutti ricordano

Daniele Triolo Redattore 
Adrien Rabiot, ex centrocampista di PSG, Juventus e Olympique Marsiglia, sarà squalificato per Lazio-Milan di domenica sera allo stadio 'Olimpico' e il Diavolo trema: il francese è troppo importante nello scacchiere di Massimiliano Allegri

È costata cara ad Adrien Rabiot l'ammonizione rimediata nel finale del derby vinto dal Milan di Massimiliano Allegri contro l'Inter di Cristian Chivu domenica scorsa a 'San Siro'. Il cartellino giallo comminatogli dall'arbitro Daniele Doveri della Sezione A.I.A. di Roma 1 è valso, al diffidato numero 12 rossonero, un turno di squalifica in campionato.

Pertanto, come ufficiale già da ieri, Rabiot sarà costretto a saltare Lazio-Milan, partita della 29^ giornata della Serie A 2025-2026. Una partita di fondamentale importanza per testare le reali ambizioni Scudetto del Diavolo. In un weekend di campionato che prevede Inter-Atalanta, infatti, i rossoneri potrebbero infatti avere una chance di accorciare ulteriormente sui rivali in vetta alla classifica. Il posto di Rabiot sarà preso da uno tra Samuele Ricci e Ardon Jashari (favorito).

Milan nella Capitale senza lo squalificato Rabiot

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Questo, però, poco importa. Almeno per ora. Ciò che vogliamo farvi notare, statistiche alla mano, è quanto sia importante Rabiot nello scacchiere tattico di Allegri e come questo si ripercuota sui risultati dei rossoneri quando il francese è in campo e quando, al contrario, non lo è. Rabiot, in questa stagione, ha finora disputato 23 partite con il Milan tra Serie A (20), Supercoppa Italiana (una) e Coppa Italia (2), con 4 gol e 5 assist al suo attivo in 2.100' sul terreno di gioco.

L'ex centrocampista di PSG, Juventus e Olympique Marsiglia ha giocato sempre titolare e sempre tutta la partita: Allegri, di fatto, quando Rabiot è a disposizione non lo toglie dal campo mai. Una sola volta, in queste 23 partite, Rabiot è entrato dalla panchina: è successo l'11 gennaio, al 'Franchi', quando è subentrato nei 30' finali di Fiorentina-Milan. Nelle 23 partite in cui Rabiot ha giocato, il Milan ha conquistato 15 vittorie, 5 pareggi e appena 3 sconfitte.


C'è un Milan con e un Milan senza Rabiot: i dati

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Il Diavolo, con Rabiot sul terreno di gioco, ha quindi totalizzato 50 punti su 69, per una media di 2,17 punti per partita (proiezione di 82 punti in un campionato di Serie A, per esempio) e vanta una percentuale di vittorie del 65,22%. Senza Rabiot, invece, il Milan ha disputato - per fortuna - soltanto 6 partite. Non ha mai perso, è vero, ma ne ha vinte solo 2 e pareggiate ben 4. Quindi, 10 punti sui 18 disponibili, per una media di 1,66 punti per partita (proiezione di 63 punti in un torneo nazionale) e una percentuale di vittorie che cala drasticamente, assestandosi al 33,33%.

Allegri ha più di qualche motivo, dunque, per essere preoccupato dell'assenza di Rabiot in Lazio-Milan. Anche perché, se si esclude la 'Final Four' di Supercoppa Italiana, disputatasi prima di Natale a Riyadh (Arabia Saudita), dove il Diavolo perse contro il Napoli, l'unica sconfitta esterna stagionale del Milan di Allegri è giunta proprio nella Capitale, in casa della Lazio, il 4 dicembre scorso, quando un colpo di testa di Mattia Zaccagni all'80' ha fatto fuori i rossoneri negli ottavi di finale - in gara secca - della Coppa Italia. C'è un paradosso, però, che non tutti ricordano: in quel Lazio-Milan Rabiot c'era e giocato anche 90'. Che stavolta, pur senza Adrien, si possa invertire il trend e proseguire la marcia in scia dell'Inter? Ai posteri l'ardua sentenza.