Che Estupiñán non fosse Theo, il Milan lo sapeva, lo ha sempre saputo. Che incontrasse, però, così tante difficoltà al suo impatto con il calcio italiano, forse, non se lo sarebbe mai aspettato. L'ecuadoriano ha offerto, sì, qualche prestazione tosta e gagliarda. In molti frangenti, però, è apparso in difficoltà. Contro il Napoli, nel match d'andata in campionato, si è fatto espellere e, a quel punto, in casa Milan, è scattata l'occasione per Davide Bartesaghi. E il laterale mancino classe 2005, cresciuto nel settore giovanile del Milan, non se l'è fatto ripetere due volte, cogliendola al volo. E alla grandissima.
Esordio in A con Pioli, poi il passaggio in Milan Futuro
—Il numero 33 rossonero è cresciuto al 'Vismara' e ha esordito in Serie A il 23 settembre 2023, nel finale di Milan-Verona 1-0 (gol di Rafael Leão) grazie a mister Stefano Pioli. Ha trascorso la sua prima annata 'con i grandi' collezionando pochi minuti in Champions League e in Coppa Italia, disimpegnandosi principalmente con il Milan Primavera. L'anno seguente, stagione 2024-2025, altri minuti con il Diavolo, poi è stato praticamente un punto di forza del Milan Futuro di Daniele Bonera prima e Massimo Oddo poi in Serie C, con il Milan Futuro, la neonata seconda squadra rossonera.
Allegri lo ha lanciato titolare a stagione in corso
—Un percorso formativo che, come dallo stesso Bartesaghi più volte affermato, gli è servito tantissimo per crescere, come uomo e come calciatore. All'inizio di questa stagione, con mister Massimiliano Allegri, il Milan ha voluto puntare fortemente su di lui come vice di Estupiñán, per coprire il vuoto lasciato da Theo. Bene, 'Barte', con il passare delle settimane, non soltanto ha scalzato il laterale sudamericano dalla formazione titolare, ma ha anche iniziato a far dimenticare (in parte, eh ...) Theo Hernández anche ai milanisti più nostalgici del francese.
Simbolo di milanismo, ha trovato i primi gol con i rossoneri
—Grinta, forza, abnegazione, corsa, impegno e tanto milanismo. Bartesaghi, a soli 20 anni, è una piccola pepita d'oro nelle mani di Allegri. Che, qualche settimana fa, ha pubblicamente affermato come il ragazzo abbia il 'physique du rôle' per giocare con la maglia del Milan. Il giocatore non ha fallito la prova del campo: da quando Allegri lo ha lanciato titolare, Bartesaghi si è fermato soltanto per infortunio o acciacchi o per le logiche del turnover. Per il resto, ha giocato sempre (21 presenze finora tra campionato e Coppa Italia), trovando, oltre all'assist in coppa per Santiago Giménez in Milan-Lecce 3-0 del 23 settembre 2025, anche i primi gol in Serie A.
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Giunti tutti insieme, a 'San Siro', davanti al pubblico che ama e che lo ama, in occasione di Milan-Sassuolo del 14 dicembre 2025. E peccato che la sua bellissima doppietta sia valsa, alla fine, soltanto un punto per il Diavolo (2-2). In quella circostanza i rossoneri hanno capito che, dal proprio vivaio, possono uscire anche giocatori realmente 'da Milan'. Che possano rappresentare, nel futuro ma anche nel presente, linfa fresca per la Prima Squadra e creare, al contempo, un nucleo più italiano e più milanista possibile in cui i tifosi possano continuare a riconoscersi. Vai, Barte, continua così che sei sulla strada giusta. Se, poi, a marzo arrivasse anche la chiamata di Gennaro Gattuso in Nazionale, sarebbe tanto di guadagnato e meritato.
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