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Fàbregas e Allegri: dominare o difendersi. Nessun tipo di calcio si può improvvisare

Fàbregas e Allegri: dominare o difendersi. Nessun tipo di calcio si può improvvisare
Fàbregas e Allegri: un dibattito sulle filosofie di calcio che continua senza freni dalla sfida tra il Como e il Milan in campionato. Ecco la nostra analisi
Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 

La partita andata in scena ieri sera a San Siro, è l'ennesimo esempio che il calcio non è solo uno e non si vince solo in un modo. Il Como di Cesc Fàbregas si è fatto rimontare nel secondo tempo dall'Inter, che ha vinto 3-2 qualificandosi alla finale di Coppa Italia. I lariani avevano dominato soprattutto i primi minuti del primo tempo, trovando poi il doppio vantaggio con i gol di Baturina e di Da Cunha. Questo giocando nel modo sempre adattato dall'allenatore spagnolo: si attacca con passaggi veloci, fraseggi, il classico 'bel gioco' e questo a prescindere dall'avversario.

Fàbregas e Allegri: questione di scelte

Una filosofia chiara (di cui abbiamo già parlato a livello di scelte di mercato), e appena il Como l'ha cambiata, l'Inter ha ripreso vigore, trovando la doppietta di Çalhanoğlu e il gol decisivo di Sučić. Si perché gli uomini di Fàbregas si sono troppo schiacciati nella proprio area di rigore, lasciando palla alla squadra di Chivu, che ha dimostrato, come in campionato, di essere più forte nonostante le sofferenze. Qui il tema filosofia torna più chiaro che mai. Il gioco di Massimiliano Allegri può piaciere come no, su questo non ci piove. L'allenatore del Milan è tra i più divisi in Italia: c'è chi lo ama e chi lo odia (sportivamente parlando), difficile trovare una via di mezzo. Ma il punto è un altro: ci vogliono i giocatori giusti, la preparazione giusta per giocare per il possesso del pallone, per dominare gli avversari e per il pressing. Ma vale anche il discorso contrario: ci vuole preparazione per difendersi in undici dietro la linea della palla, come ha fatto il Milan per due volte in stagione contro l'Inter. Quando il Diavolo ha cercato un gioco più aggressivo lasciando le praterie in difesa? 3-0 subito contro l'Udinese. Il discorso è chiaro: catenaccio o dominio del gioco, le filosofie nel calcio non si improvvisano, ma si studiano e si preparano con il tempo, a prescindere dai gusti.