Il Milan fa scudo attorno a Leao: l'inchiesta sulle escort e la vergognosa gogna mediatica. Sandro Sabatini: "E' ingiusto!"
Il clima attorno a Milanello, già teso per i risultati sportivi, è stato scosso negli ultimi giorni da un’inchiesta della Procura di Milano che nulla ha a che fare con il campo. Parliamo del presunto giro di escort e sostanze stupefacenti che ha riempito le pagine dei quotidiani. Ma il vero scandalo non è l'indagine in sé: è il modo in cui alcuni nomi, tra cui quello di Rafael Leao, siano stati gettati in pasto all'opinione pubblica senza che vi sia alcun provvedimento a loro carico
Leao testimone, non indagato: una distinzione che molti dimenticano
—
Bisogna essere chiari: Rafael Leao non è indagato. Il fuoriclasse portoghese è stato menzionato come possibile persona informata sui fatti, un dettaglio tecnico che la "macchina del fango" ha trasformato in una condanna preventiva a mezzo stampa. Leao ha già risposto con fermezza sui social, negando ogni coinvolgimento illecito, ma il danno d'immagine è già stato servito. In un momento in cui il Milan deve restare unito, questo tipo di attacchi gratuiti mina la serenità dell’ambiente
La dura critica di Sandro Sabatini: "È qualcosa di allucinante"
—
Sul tema è intervenuto il giornalista Sandro Sabatini, che nel suo ultimo video YouTube ha espresso un pensiero che noi di PianetaMilan sottoscriviamo in toto. Non si tratta di fare del moralismo, ma di difendere il diritto alla privacy di ragazzi che, in quanto famosi, sembrano non avere diritto alla presunzione d'innocenza
"È una vergogna che siano usciti i nomi di ragazzi che non sono nemmeno indagati" – ha tuonato Sabatini – "Perché non mettete i nomi degli imprenditori o della gente normale coinvolta? Perché i calciatori passano per quelli che possono accettare qualsiasi mancanza di rispetto".