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Milan, ok i Cissè e gli André. Ma per volare davvero servono questi due incastri

Milan, ok i Cissè e gli André. Ma per volare davvero servono questi due incastri
Il Milan si è mosso e si sta già muovendo, in vista della prossima sessione estiva di calciomercato. Umili e utili consigli per gli acquisti
Daniele Triolo Redattore 

Sebbene manchi ancora molto - tre mesi e mezzo - alla riapertura del calciomercato estivo, al quarto piano di 'Casa Milan' già lavorano per gettare le basi di un futuro sempre più solido e roseo. Basti pensare come i rossoneri abbiano già piazzato un potenziale colpo in prospettiva, durante il mese di gennaio, bruciando sul filo di lana il PSV Eindhoven nella corsa ad Alphadjo Cissè, classe 2006, giovane centrocamipista offensivo preso a gennaio per giugno a 10 milioni di euro, bonus inclusi.

Un chiaro e lungimirante esempio di come il Milan, quando vuole, sa come scendere in campo per un giocatore e farlo suo nel breve volgere di qualche ora. Cissè si aggregherà al ritiro estivo con i rossoneri, svolgerà la preparazione con Allegri e, magari, riuscirà anche a convincere il tecnico della bontà delle qualità. Al talentino italiano il Milan vorrebbe presto affiancarne uno brasiliano: André Luiz Santos Dias, meglio conosciuto come André. Era praticamente tutto fatto con il Corinthians per il trasferimento del brasiliano, anch'egli del 2006, in maglia rossonera.


Calciomercato, cosa serve davvero al Milan del futuro

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Concordato tutto. La cifra del trasferimento (17 milioni di euro, bonus inclusi), la durata del contratto per il 'volante' del 'Timão' (scadenza fissata al 30 giugno 2031), lo sbarco a Milano (previsto per il 1° luglio prossimo). Scambiati anche già una prima parte di documenti firmati tra i dirigenti. Poi, il dietrofront del Presidente del Corinthians, Osmar Stábile, che - complice l'indignazione dei tifosi, le proteste dell'allenatore Dorival Júnior e della stella Memphis Depay - ha alzato la posta in palio. Ha chiesto più al Milan e, di conseguenza, favorito l'inserimento di altrl club (Benfica). Con il Diavolo che ma messo per ora in stand-by l'affare per due motivi.

Il primo è di ordine economico. Il Milan ritiene di aver offerto il giusto per André, e, quindi, di aver assegnato una valutazione corretta per il cartellino del giocatore. Dunque non intenderà andare su con la sua proposta. Il secondo è di tipo decisionale. Ci risulta, infatti, come non tutti all'interno del Milan siano perfettamente allineati sull'eventualità di prendere André. Promosso dal direttore tecnico Geoffrey Moncada e avallato dall'amministratore delegato Giorgio Furlani, il potenziale acquisto di André, infatti, non è certamente farina del sacco del direttore sportivo Igli Tare e dell'allenatore Massimiliano Allegri.

I quali, paradossalmente, sarebbero i due a dover tessere le fila del nuovo Milan in sede di calciomercato. Generalmente funziona così: il tecnico fa presente al direttore sportivo una necessità di mercato (esempio, Allegri chiede a Tare: "Mi serve una punta con queste caratteristiche") e il DS opera sulla falsariga dei desideri dell'allenatore. Il tutto nel rispetto, ovviamente, del budget e dei parametri dettati dall'A.D. e dalla società. Al Milan, invece, un po' ci si perde sulla filiera di Governo. Furlani (generalmente con l'ausilio dell'intermediario amico Paolo Busardò) e Moncada portano avanti alcune trattative, senza né il parere né il placet del DS e dell'allenatore. Tare e Allegri, per rimanere in tema, nemmeno sapessero chi fosse André (spoiler: un misto tra Youssouf Fofana e Paul Pogba, ma più lento).

Il Milan faccia il Milan: per storia, blasone e DNA deve puntare a vincere subito

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Ci vorrebbe un pizzico in più di unità di intenti, e soprattutto, visione condivisa su determinate dinamiche. Vanno bene i Cissè e gli André per il futuro del Milan, certo, ma come scommesse potenzialmente vincenti, non come calciatori sui quali fondare tutto, subito. I Cissè e gli André vanno sì, presi, ma affiancati a giocatori di caratura internazionale, esperti, che possano dare immediatamente un contributo pesante, in termini di quantità e qualità, alla squadra rossonera. Che, per storia, gloria, blasone e DNA, deve puntare a vincere, non a vivacchiare. Il Milan deve fare il Milan. Perché non è un club di medio cabotaggio, ma uno dei più importanti al mondo.

André si può e si deve prendere, alle giuste condizioni economiche. Affiancandolo, però, alla mezzala di qualità tanto invocata da Allegri. Che sia Leon Goretzka o Sergej Milinković-Savić, per fare due nomi di calciatori a cui Tare sta pensando, ma che sia un giocatore di questa tipologia. E lo stesso discorso vale per tutte le altre zone del campo. Ragazzini alle prime armi sì, ma abbondantemente dietro ai Luka Modrić e agli Adrien Rabiot. Di modo da poter avere un Milan pronto subito, capace di vincere nell'immediato. Contestualmente, con i giovani dietro che, senza pressione, possono avere il tempo per crescere e, un giorno, diventare loro i campioni rossoneri titolari senza correre il rischio di bruciarsi troppo presto.