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Biasin: “Allegri resterebbe volentieri al Milan, ma solo a una condizione. Ecco quale”

Massimiliano Allegri, allenatore del Milan
Dall'impatto con il mondo Milan alle sirene azzurre: Fabrizio Biasin analizza la prima stagione di Allegri sulla panchina rossonera
Redazione PM

Nella settimana che porta alla trasferta di Verona, continuano a susseguirsi le voci sul futuro di Massimiliano Allegri. Il tecnico rossonero è finito nei radar della Nazionale dopo l'esonero di Gattuso, ma stanno emergendo anche dei problemi interni con alcuni membri della dirigenza.

In merito alla posizione di Allegri si è espresso anche Fabrizio Biasin. Di seguito, il commento del giornalista nel suo editoriale pubblicato per 'Tuttomercatoweb'.


Milan, Biasin: «Allegri ha ridato ordine a un gruppo che ne aveva disperatamente bisogno»

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Sul futuro di Allegri: "E poi c'è Allegri. Si dice che sia il prediletto di Malagò per la panca azzurra. Ci può stare, sarebbe il perfetto 'gestore'. Ma è anche vero che Allegri non è tipo da addio prematuro e starebbe volentieri al Milan se solo, al Milan, gli dessero un filo di retta in più. Ecco, nell'eterna diatriba tra chi punta il dito sul tecnico ("poteva fare di più!") e chi lo assolve ("è tutta colpa della proprietà") la verità è più spostata verso i secondi":

Sul lavoro svolto: "Allegri ha ridato ordine a un gruppo che ne aveva disperatamente bisogno e però si è arenato quando si è trattato di portare qualche nuova idea; e però c'è chi ha fatto peggio di lui, ovvero una dirigenza che ha scherzato col fuoco, acquistato attaccanti non all'altezza dei rossoneri e, rispetto al futuro, sembra sintonizzata più sul "conservare" (garantiamoci il posto Champions e va bene così) che sull'ambire".

Sul rapporto con la società: "E allora la situazione è chiara: Allegri resterebbe volentieri ma solo in presenza di qualche segnale di buona volontà "dall'alto", altrimenti non disdegnerebbe l'azzurro. Gli andranno incontro? In un mondo normale la risposta sarebbe elementare (certo che sì), nel Milan dei dirigenti molto più attenti al loro benessere che a quello del club (e deitifosi) la risposta è 'chi lo sa'"