In questa stagione, Gabbia ha collezionato 24 presenze in Serie A, di cui 22 da titolare. Sono invece 8 i match saltati per infortunio dal classe '99: uno a fine dicembre, sette nell'ultimo mese e mezzo a causa dell'ernia inguinale con successiva operazione.
Quattro delle cinque sconfitte del Milan in questa Serie A, guarda caso, sono arrivate proprio in questo arco temporale: Parma, Lazio, Napoli e Udinese. Questi sono dati che non lasciano spazio a tante interpretazioni. Senza Gabbia la difesa del Milan è meno solida e viene meno la sicurezza negli altri interpreti. Anche la media dei gol subiti cambia quando lui gioca titolare. Nelle 22 partite con Gabbia in campo sono 18 i gol subiti, pari a 0,81 per gara, mentre salgono a 1 di media quando lui è assente (8 reti in 8 match saltati).
Come ammesso anche da Allegri nel post partita di ieri, con l'Udinese è mancato ordine nelle situazioni difensive: problema che con Gabbia non c'è mai stato. C'è poi un fattore identitario che influenza. Cresciuto nel vivaio rossonero, Gabbia incarna lo spirito milanista e conosce perfettamente le esigenze dell'ambiente meglio di chiunque altro. La sua assenza priva quindi la squadra di un riferimento silenzioso ma importante nello spogliatoio. Per tornare presto in carreggiata è auspicabile che il suo ritorno in campo coincida con la prossima giornata, quando il Milan sarà ospite dell'Hellas Verona. Tornato in panchina ieri sera, vederlo in campo al 'Bentegodi' sarebbe la miglior notizia possibile per Allegri.
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