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Evoluzione, gioco e la critica di Adani: siamo sicuri che la tattica di Allegri non sia il ‘futuro’?

Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 
Adani critica ancora Allegri: ma il calcio che gioca il Milan è davvero una involuzione? E quale sarebbe l'evoluzione che si vede in Europa? Ecco la nostra analisi

"Ad Allegri non gliene frega niente di venire a parlare con noi, della conferenza stampa e della comunicazione. Ha il suo modo di pensare ed esprimersi, che va contro l'evoluzione del calcio e della comunicazione. Max vuole vivere bene, sereno, e divertirsi più dei giocatori quando va in campo. Quindi, a lui, anche dei nostri complimenti non gli interessa; più si va nell'analisi e lui più se ne sbatte, non gli interessa comunicare", queste le parole dell'opinionista Lele Adani a La Nuova DS', trasmissione in onda su 'Rai 2'. Noi di Pianeta Milan abbiamo preso spunto dal pensiero dell'ex calciatore. Il punto della nostra analisi è sull'evoluzione del calcio.

Le parole di Adani sull'evoluzione del gioco e su Allegri

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Abbiamo visto anche nell'ultimo turno di Champions League come ci siano state valanghe di gol (32 in 8 partite, una media di 4 gol a partita), sicuramente bellissimo e in favore dello spettacolo per chi guarda il calcio da casa. Si, ma per chi punta al risultato e a fare bene, a conquistare punti e obiettivi questo spettacolo spesso non serve. Non è un caso se queste partite spesso vengono indirizzate da errori tecnici e individuali dei difensori o dei portiere sempre più costretti a giocare dal basso per creare manovra. A volte si vedono partite che lasciano dubbi sulle scelte di alcuni allenatori: all'arrembaggio in attacco rischiando sempre troppo con difese altissime e bucabili da una sola giocata. Quando questa tattica non ti riesce rischi di imbarcare acqua (chiamare l'Atalanta o il City per saperne qualcosa in più). Guardiamo il gol di Valverde, il primo della sua splendida tripletta: è bastato un lancio perfetto di Courtois per tagliare fuori tutto il Manchester City.

E il Milan, i tifosi rossoneri ricordano bene un calcio offensivo e con poco equilibrio: quello visto troppo spesso con Stefano Pioli post Scudetto, dove si vedeva un 5-0-5 con tutti in avanti. Non è andata benissimo e allora perché criticare un calcio come quello di Allegri che punta sull'equilibrio? Dov'è la vera evoluzione quando ci sono tutti questi errori? Prima di criticare bisognerebbe verificare un Milan guidato da questo Allegri in Europa. Poi se ne potrà davvero parlare.