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Vernazza: “Milan, Leao soffre di immaturità perenne. Incompiuto, insofferente. La domanda è …”

Daniele Triolo Redattore 
Potrebbe concludersi, dopo sette anni, il rapporto tra il Milan e l'attaccante portoghese Rafael Leao: Sebastiano Vernazza, giornalista sportivo de 'La Gazzetta dello Sport' ne parla in un'editoriale sull'edizione odierna

Sebastiano Vernazza, giornalista sportivo de 'La Gazzetta dello Sport', ha parlato di Rafael Leao, attaccante del Milan, nell'occhio del ciclone per l'atteggiamento avuto domenica sera, allo stadio 'Olimpico', nel momento della sostituzione in occasione della partita contro la Lazio. Una sceneggiata francamente evitabile, con i rossoneri che - a quanto pare - si sarebbero stancati del suo comportamento al punto tale da metterlo in vendita al miglior offerente nella prossima finestra di calciomercato.

Milan-Leao, "scene da un matrimonio agli sgoccioli"

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"Questo ragazzo soffre di un’immaturità perenne, come se gli anni scorressero al contrario", ha scritto Vernazza nel suo editoriale per la 'rosea' oggi in edicola, tornando con la mente al 'cooling break' del dissenso, nei confronti dell'allenatore Paulo Fonseca insieme a Theo Hernández, a cui Leao diede vita in Lazio-Milan del 31 agosto 2024. "Domenica è uscito con lentezza, indispettito per la sostituzione, ha respinto l’abbraccio di Massimiliano Allegri e in spogliatoio ha litigato con Christian Pulisic, colpevole di non avergli passato un pallone. Scene da un matrimonio agli sgoccioli".

"Leao l'incompiuto, l'insofferente - ha proseguito Vernazza -, finora ha perso ogni treno per il salto in alto. Se alla sua settima stagione di Milan siamo qui a chiederci quando diventerà grande, a interrogarci su un potenziale enorme, però non espresso in tutto e per tutto, significa che Leao è ancora imprigionato nella zona grigia del “potrei, ma non voglio o non riesco”". Allegri, ha spiegato Vernazza, ha cercato di piegarlo al proprio credo tattico, il 3-5-2, investendolo del ruolo di centravanti. Una posizione per la quale Leao avrebbe "finto di entusiasmarsi", salvo poi rendersi conto di come il nuovo ruolo lo abbia "consumato", sottraendogli "spazi ed aria". "Forse la stizza di Roma si spiega così, con la frustrazione da snaturamento", la precisazione del giornalista sportivo.

"L'espressione di Tare lascia immaginare che al Milan si siano stancati"

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Ma che succederà, ora, tra Milan e Leao? "La crisi del settimo anno fa pensare alla separazione - ha incalzato Vernazza su 'La Gazzetta dello Sport' - , ma una domanda è d’obbligo: e se in un altro posto Leao diventasse il fenomeno che in rossonero non è mai stato? Perché il talento è indiscutibile e, se il giocatore trovasse l’allenatore e la squadra a misura propria, Leao potrebbe ascendere al cielo dei grandi". Per il giornalista, "l'espressione infastidita del ds rossonero Igli Tare, davanti all’ultima “rafata”, lascia immaginare che al Milan si siano stancati. E Leao stesso aspetta una chiamata salvifica, un posto in cui liberare il calcio intrappolato nei suoi piedi e nella sua testa".


Difficilmente dall'Arabia Saudita, con il Medio Oriente in conflitto. I Mondiali, a cui Leao parteciperà con il Portogallo, potrebbero far giungere una buona chiamata dall'Europa. Ovviamente, non ai 170 milioni di euro previsti dalla clausola risolutoria. "Se il Milan ricavasse 70-80 milioni dalla cessione, potrebbe soddisfare di più e meglio i desideri di Allegri, a patto di non fare come con Theo Hernández, rimpiazzato da Pervis Estupiñán. Via Leao, i tifosi si aspetteranno una punta più forte", la chiosa di Vernazza.