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Milan, Tare rischia grosso: ecco perché Furlani vuole rimpiazzarlo con D’Amico

Igli Tare, direttore sportivo AC Milan, potrebbe essere sostituito a fine stagione da Tony D'Amico, in uscita dall'Atalanta
Igli Tare, direttore sportivo del Milan, potrebbe lasciare il club di Via Aldo Rossi ad appena un anno dal suo insediamento e cedere il proprio ruolo a Tony D'Amico, in uscita dall'Atalanta. Facciamo il punto della situazione sul tema
Daniele Triolo Redattore 

L'anno passato, come si ricorderà, la nomina di un direttore sportivo in casa Milan ebbe le sembianze di un parto. Il proprietario Gerry Cardinale e il suo consulente Zlatan Ibrahimović scelsero inizialmente Igli Tare; poi, però, l'amministratore delegato Giorgio Furlani, irritatosi per essere stato scavalcato, pretese ed ottenne di poter scegliere lui la persona giusta per ricoprire quella carica.

Il Diavolo, dunque, diede vita ad un casting che coinvolse nomi italiani (quali, ad esempio, quello di Tony D'Amico - il preferito di Furlani - che non ebbe però molta voglia di liberarsi dall'Atalanta) e stranieri. Quando sembrava tutto fatto con Fabio Paratici, prima di firmare il Milan fece dietrofront, facendo saltare tutto.


Milan, Furlani ripensa a D'Amico per sostituire Tare

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Furlani, alla fine, ritornò sulla scelta Tare. Evidentemente mal digerita. E ora, in un momento di crisi del Milan, dove tutti sono sotto esame e in discussione, dagli stessi Furlani e Tare passando per Geoffrey Moncada, Ibra e l'allenatore Massimiliano Allegri, si ricomincia a parlare nuovamente di un cambio di rotta all'interno del club rossonero nel ruolo di DS.

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Tare pagherebbe delle consistenti spese per Ardon Jashari e Christopher Nkunku, rispettivamente pagati 39 e 42 milioni di euro, bonus inclusi, che non hanno soddisfatto le aspettative. Tanto che 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola, confermando quanto vi abbiamo raccontato in questi giorni, ha suggerito la possibilità che D'Amico - a distanza di un anno - si vesta di rossonero.

D'Amico a Verona e Bergamo si è fatto notare per le plusvalenze

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D'Amico - prossimo ai saluti con la 'Dea' - è stato protagonista sia come DS dell'Hellas Verona sia come DS dell'Atalanta. Ha saputo coniugare i risultati sportivi (salvezze con gli scaligeri, zona Europa con gli orobici) con quelli economici. Non per niente è una sorta di re delle plusvalenze. In Veneto prese Marash Kumbulla, Amir Rrahmani e Sofyan Amrabat pagandoli, in tutto, meno di 4 milioni di euro e generandone oltre 60 dalle loro cessioni.

A Bergamo ha pescato Éderson, Charles De Ketelaere, Gianluca Scamacca e, soprattutto, Mateo Retegui. Pagato 20, rivenduto a 65 in Arabia Saudita dopo una sola stagione da capocannoniere in Serie A. Insomma, il DS perfetto per il Milan di RedBird, che incarna la filosofia che Furlani ha per il club rossonero. Se si libererà il posto di Tare, sempre ammesso che Furlani resti nella carica di AD del Milan, D'Amico si farà trovare pronto. Occhio, però, perché il dirigente orobico è anche nel mirino di Roma e Napoli.