Milan, Tare via dopo un anno? Già non era la prima scelta nel 2025 ...
—Via, dunque, al 'casting' per l'incarico del quale vi abbiamo parlato a lungo su 'PianetaMilan.it', come vi ricorderete, tra marzo e aprile 2025. Quando sembrava tutto fatto per Fabio Paratici, ex Juventus e Tottenham, tanto che mancavano solo le firme (lo ammetterà, mesi più tardi, lo stesso Paratici, nel frattempo finito alla Fiorentina), il dietrofront di Furlani che tanto si è fissato con Tony D'Amico, direttore sportivo dell'Atalanta.
A Furlani piace molto D'Amico dell'Atalanta
—Sarà, forse, perché D'Amico ha spesso collaborato con l'agenzia CAA Base Italy, tra cui figura l'intermediario e agente Paolo Busardò tanto caro a Furlani, per fare le operazioni di mercato per la 'Dea'? Semplice supposizione. D'Amico, però, non si è liberato da Bergamo e Furlani, alla fine, ha ripiegato su Tare, che era elemento di sintesi anche per Cardinale e Ibrahimović. Ora, a distanza di un anno, complice la situazione drammatica nella quale è scivolato il Milan di Massimiliano Allegri, Tare è a rischio licenziamento.
L'albanese potrebbe 'pagare' le scelte Jashari e Nkunku
—Se Furlani già non era convinto prima di ingaggiarlo, figurarsi ora. L'AD imputa a Tare di aver acquistato, nell'ultimo calciomercato estivo, Ardon Jashari e Christopher Nkunku pagandoli profumatamente (36 milioni di euro il primo, 37 il secondo, entrambi più 3 e 5 milioni di euro di bonus) per avere un rendimento scadente sul terreno di gioco. E anche se Tare, spesso, si è dovuto scontrare nelle operazioni 'parallele' di mercato del Milan, portate avanti dall'asse Furlani-Busardò (come per esempio quella, poi, saltata, a gennaio per Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace), è la sua testa che cadrà in caso di flop Milan negli ultimi 180 minuti di campionato.
Alcune voci riferiscono, ad ogni modo, di Allegri e Tare con un piede e mezzo fuori dal Milan anche in caso di conquista di un posto in Champions League. Per Vincenzo Italiano e lo stesso D'Amico? Staremo a vedere. Analizzando bene la situazione, ad oggi, vediamo un'unica possibilità affinché Tare conservi il suo posto nell'organigramma societario del Milan anche nella prossima stagione: che cada la testa di Furlani prima della sua. Anche la posizione dell'AD, in alcuni ambienti di RedBird, non è più così salda. E la contestazione dei tifosi - prima tramite petizione online poi allo stadio - non ha aiutato a rinforzare il suo trono a 'Casa Milan'. Deciderà, a bocce ferme, Cardinale.
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