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Milan, Tare a rischio licenziamento dopo appena un anno. Ecco i capi d’accusa di Furlani

Igli Tare, direttore sportivo AC Milan
Il 26 maggio 2025 il Milan ha nominato Igli Tare direttore sportivo del club rossonero: l'albanese, però, rischia di saltare appena un anno dopo. L'amministratore delegato Giorgio Furlani vorrebbe cambiarlo con Tony D'Amico, in uscita dall'Atalanta
Daniele Triolo Redattore 

Lo scorso 26 maggio 2025, alla chiusura di una stagione drammatica per i colori rossoneri, il Milan annunciò l'ingaggio di Igli Tare - ex dirigente della Lazio - come nuovo direttore sportivo del club di Via Aldo Rossi. Non esattamente una prima scelta, come si ricorderà, visti i mesi piuttosto turbolenti passati dal Milan prima di arrivare alla nomina del dirigente albanese.

Breve recap. Il proprietario Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimović incontrarono Tare, tenendolo 'in caldo' per il ruolo di DS. Poco dopo, però, l'amministratore delegato Giorgio Furlani - irritato per essere stato scavalcato nella scelta, che riteneva e ritiene essere di sua competenza - prese un aereo, volò a New York da Cardinale e ottenne più potere, il rinnovo del contratto e la possibilità di decidere sul nuovo direttore sportivo.


Milan, Tare via dopo un anno? Già non era la prima scelta nel 2025 ...

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Via, dunque, al 'casting' per l'incarico del quale vi abbiamo parlato a lungo su 'PianetaMilan.it', come vi ricorderete, tra marzo e aprile 2025. Quando sembrava tutto fatto per Fabio Paratici, ex Juventus e Tottenham, tanto che mancavano solo le firme (lo ammetterà, mesi più tardi, lo stesso Paratici, nel frattempo finito alla Fiorentina), il dietrofront di Furlani che tanto si è fissato con Tony D'Amico, direttore sportivo dell'Atalanta.

A Furlani piace molto D'Amico dell'Atalanta

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Sarà, forse, perché D'Amico ha spesso collaborato con l'agenzia CAA Base Italy, tra cui figura l'intermediario e agente Paolo Busardò tanto caro a Furlani, per fare le operazioni di mercato per la 'Dea'? Semplice supposizione. D'Amico, però, non si è liberato da Bergamo e Furlani, alla fine, ha ripiegato su Tare, che era elemento di sintesi anche per Cardinale e Ibrahimović. Ora, a distanza di un anno, complice la situazione drammatica nella quale è scivolato il Milan di Massimiliano Allegri, Tare è a rischio licenziamento.

L'albanese potrebbe 'pagare' le scelte Jashari e Nkunku

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Se Furlani già non era convinto prima di ingaggiarlo, figurarsi ora. L'AD imputa a Tare di aver acquistato, nell'ultimo calciomercato estivo, Ardon Jashari e Christopher Nkunku pagandoli profumatamente (36 milioni di euro il primo, 37 il secondo, entrambi più 3 e 5 milioni di euro di bonus) per avere un rendimento scadente sul terreno di gioco. E anche se Tare, spesso, si è dovuto scontrare nelle operazioni 'parallele' di mercato del Milan, portate avanti dall'asse Furlani-Busardò (come per esempio quella, poi, saltata, a gennaio per Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace), è la sua testa che cadrà in caso di flop Milan negli ultimi 180 minuti di campionato.

Alcune voci riferiscono, ad ogni modo, di Allegri e Tare con un piede e mezzo fuori dal Milan anche in caso di conquista di un posto in Champions League. Per Vincenzo Italiano e lo stesso D'Amico? Staremo a vedere. Analizzando bene la situazione, ad oggi, vediamo un'unica possibilità affinché Tare conservi il suo posto nell'organigramma societario del Milan anche nella prossima stagione: che cada la testa di Furlani prima della sua. Anche la posizione dell'AD, in alcuni ambienti di RedBird, non è più così salda. E la contestazione dei tifosi - prima tramite petizione online poi allo stadio - non ha aiutato a rinforzare il suo trono a 'Casa Milan'. Deciderà, a bocce ferme, Cardinale.