Il Milan rischia di crollare nel momento decisivo: dal sogno scudetto alla lotta per il quarto posto, tra dubbi tattici e identità smarrita
Doveva essere una stagione di transizione, con Massimiliano Allegri nel ruolo di garante per riportare il Milan in Champions e gettare le basi per il futuro. Per mesi, l’obiettivo è sembrato alla portata. Il testa a testa con l’Inter a fine girone d’andata, il successo nel derby e la possibilità di concentrarsi solo sul campionato avevano alimentato ambizioni legittime. Poi, il crollo. In poco più di un mese i rossoneri si sono spenti, passando dal sogno scudetto al timore concreto di restare fuori dalle prime quattro, come sottolineato anche dalla 'Gazzetta dello Sport'.
Milan, il quarto posto come unico obiettivo
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Dopo l’1-0 nel derby alla 28ª giornata, con sette punti di distanza dai cugini, la rincorsa sembrava possibile. Il ricordo del sorpasso firmato Stefano Pioli ai danni di Simone Inzaghi aveva riacceso entusiasmi. Invece, dalla vittoria contro i nerazzurri in avanti sono arrivati appena tre punti.
Nel frattempo, Napoli e Juventus hanno accelerato, così come l’Inter. Anche Como, Atalanta e Roma restano in corsa. Con la squadra di Chivu e quella di Conte virtualmente in Champions, restano cinque squadre per due posizioni. Per il Milan, il quarto posto è diventato l’unico “scudetto” possibile: fallirlo significherebbe una seconda stagione consecutiva fuori dall’Europa che conta.
Identità smarrita e nodi tattici
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La frenata non si spiega solo con i numeri. La squadra è apparsa fragile proprio quando l’obiettivo si è fatto concreto. Il caso più evidente è Rafael Leão: accentrato e poi spostato, lontano dalla sua fascia naturale, ha perso incisività. Non è un centravanti e forzarlo in quel ruolo ha finito per limitarne l’impatto.