Nel frattempo, Napoli e Juventus hanno accelerato, così come l’Inter. Anche Como, Atalanta e Roma restano in corsa. Con la squadra di Chivu e quella di Conte virtualmente in Champions, restano cinque squadre per due posizioni. Per il Milan, il quarto posto è diventato l’unico “scudetto” possibile: fallirlo significherebbe una seconda stagione consecutiva fuori dall’Europa che conta.
Identità smarrita e nodi tattici
—La frenata non si spiega solo con i numeri. La squadra è apparsa fragile proprio quando l’obiettivo si è fatto concreto. Il caso più evidente è Rafael Leão: accentrato e poi spostato, lontano dalla sua fascia naturale, ha perso incisività. Non è un centravanti e forzarlo in quel ruolo ha finito per limitarne l’impatto.
Restano sei partite, le prime due decisive. Il margine sul Como è di cinque punti: sprecarlo sarebbe la fotografia di una stagione che prometteva rilancio e rischia di trasformarsi in fallimento. Ora serve compattezza, anche da parte dell’ambiente. Vietato buttare nell'umido quanto di buono fatto fino ad ora.
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