Il giornalista sportivo Paolo Condò, in un editoriale pubblicato sul 'Corriere della Sera' oggi in edicola, ha parlato della lotta Scudetto tra l'Inter di Cristian Chivu e il Milan di Massimiliano Allegri. Ecco le sue osservazioni sul tema
Paolo Condò, giornalista sportivo, ha commentato il duello Scudetto tra l'Inter di Cristian Chivu, prima in classifica in Serie A con 67 punti e il Milan di Massimiliano Allegri, secondo a quota 60, in un editoriale pubblicato sul 'Corriere della Sera' oggi in edicola. Condò ha risposto ad alcune domande scaturite dopo l'ultimo derby di Milano, vinto dal Diavolo per 1-0 con la rete di Pervis Estupinan.
Condò sul Milan: "Allegri, la scelta di Estupinan può sembrare fortunata. Invece ..."
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Il risultato del derby ha davvero riaperto il campionato? Questa la risposta di Condò: "Sì. O meglio, ha esposto l’Inter a un pericolo che non pensava di poter correre. Con 7 punti di margine continua a essere la chiara favorita, ma il derby era l’ultima chance di produrre una vittoria da ricordare. Con due sconfitte dal Milan, un solo punto con il Napoli e l’unica vittoria contro la Juventus che ha sì portato tre punti (preziosi), ma viste le circostanze nessun incremento di autostima tecnica, l’Inter sa che sta vincendo il titolo grazie alla straordinaria — questa sì — efficienza contro le squadre più deboli. Per un gruppo di campioni non è un discorso esaltante".
Il derby l'ha vinto soprattutto Allegri? Ecco cosa ha scritto Condò: "Tutti gli allenatori guidano gli uomini oltre che i calciatori, ma è chiaro che Allegri — un uomo imperfetto nel senso più umano e solidale — sa parlare ai suoi come pochi altri. La scelta di Estupinan può sembrare fortunata, invece nasce da una lettura profonda del momento del ragazzo, e da ispirazione felice nel valutarlo. Poi, un quid di azzardo da cavallaro c’è, fa appunto parte dell’uomo. Per fortuna sua e del Milan".
"Milan con un fuoriclasse stagionato, due campioni nel pieno e un cast di buoni giocatori"
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Per Condò, ad ogni modo, il Milan non ha una squadra da Scudetto. "Ha un fuoriclasse stagionato, Luka Modrić, due campioni nel pieno, Mike Maignan e Adrien Rabiot, e attorno un cast di buoni giocatori che Allegri trasforma in reparto (la difesa meno battuta), gregari capaci di esaltarsi come Alexis Saelemaekers e Youssouf Fofana, l’acciaccato Christian Pulisic, la sorpresa Davide Bartesaghi. E poi c’è Rafael Leão, dal quale è saggio non attendersi niente, che poi magari la giocata vincente arriva".