Adrien Rabiot, centrocampista francese classe 1995 arrivato al Milan la scorsa estate dall'Olympique Marsiglia, è insostituibile nell'assetto tattico del Diavolo di Massimiliano Allegri. Le statistiche depongono a favore dell'ex PSG e Juventus
Lo abbiamo detto più volte, ma con la partita di domenica scorsa persa (0-1) allo stadio 'Olimpico' contro la Lazio si è avuta, purtroppo, la triste conferma: c'è un Milan con Adrien Rabiot e un Milan senza Adrien Rabiot. Quando c'è il centrocampista francese, classe 1995, sul terreno di gioco, il Diavolo ha una media da Scudetto, con 2,42 punti per partita.
Milan, quando manca Rabiot si sente e come ...
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Quando, invece, l'ex Olympique Marsiglia, Juventus e PSG è assente, il Milan ha un passo con cui faticherebbe ad entrare in Europa, con una media-punti di 1,4 per gara. Rabiot, in questa stagione, è mancato in 7 partite su 29 di campionato: i rossoneri di Massimiliano Allegri hanno conquistato appena 2 vittorie (a 'San Siro' contro Fiorentina, 2-1 e Roma, 1-0). A completare il tutto 4 pareggi (contro Pisa, 2-2 in casa; Atalanta e Parma, 1-1 e 2-2 in trasferta, poi di nuovo contro il Como, 1-1, tra le mura amiche) e la sconfitta, per l'appunto, contro la Lazio.
Per leadership, esperienza, mentalità, senso della posizione e per via della grande intesa subito trovata in mezzo al campo con Luka Modrić, Rabiot ha cambiato il volto del Milan sin da quando è giunto, la scorsa estate, per 7 milioni di euro (più 2,5 di bonus) dall'OM. Finora, in stagione, 4 gol e 5 assist in 24 partite per il numero 12 rossonero, per un totale di 2.100' sul terreno di gioco (una contribuzione ad una rete del Diavolo ogni 230').