Intervistato dai microfoni de 'La stampa' e del 'Corriere della Sera', Aldo Serena ha voluto parlare del match tra Torino e Milan...
Milan, Cardinale è arrivato al centro sportivo di Milanello | PM
L'avvio della nuova Serie A si sta avvicinando, e con essa anche il dibattito sulle prime partite in programma. A parlare, questa volta, ci ha pensato un grande ex, Aldo Serena. Intervistato dai microfoni del Corriere della Sera e de 'La Stampa, l'ex calciatore ha voluto soffermarsi sui moduli dei granata e dei rossoneri e, soprattutto, sulla lotta scudetto da parte del Milan di Amorim.
Torino-Milan, parla Aldo Serena
L'esordio stagionale rappresenta da sempre una vera e propria incognita e Serena preferisce evitare dei pronostici affrettati per la prima di campionato. Con moduli e impostazioni tattiche molto simili, le sorti del match si decideranno con dei duelli sul campo:«Granata e rossoneri hanno moduli simili: i duelli individuali diranno molto. La prima di campionato è sempre un punto di domanda. Fare pronostici è rischioso, lo eviterei. Abate? Ha teso subito la mano ai tifosi, che hanno ricambiato. Il Filadelfia spesso a porte aperte è una scelta importante. La squadra mi sembra abbia una prima impronta solida. Ma il giudizio è sospeso in attesa di test di alto livello. E c’è ancora da lavorare nella proposta offensiva».
Successivamente, Serena è passato ad analizzare la lotta scudetto, indicando come favorita l'Inter di Chivu a causa delle qualità dei singoli. In chiusura, Serena si è soffermato anche su Amorim, indicandolo come uno di quei tecnici educatori:
«Scudetto? L’Inter è ancora assolutamente la favorita, sia per le qualità singole dei calciatori sia per il gioco collaudato. Gli acquisti di Stones e Spence aggiungono esperienza internazionale. Il Napoli è un gradino sotto l’Inter. In sede di mercato ha fatto pochissimo, ma affidare la panchina a uno di grandissima esperienza come Allegri potrebbe pagare. Penso potrà beneficiare del lavoro di Conte, come accadde una decina di anni fa alla Juve. Amorim? È uno di quei tecnici ‘educatori’, che necessitano di calciatori funzionali. Alcuni sono arrivati e altri partiranno, tra questi credo Leao».
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