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Stagione complicata, quella in corso, per Rafael Leao, attaccante classe 1999 che milita nel Milan da ben sette anni. Non tanto sotto il punto di vista numerico (10 gol e 3 assist in 28 partite complessive), quanto per un rendimento non sempre all'altezza delle promesse. Le attenuanti, però, ci sono e importanti anche.
Il nativo di Almada ha iniziato a stagione con un infortunio al muscolo soleo del polpaccio e si è visto poi condizionare il prosieguo della stessa dalla pubalgia, che lo tormenta da inizio dicembre. Nel mezzo, c'è anche da considerare una questione tattica, giacché Massimiliano Allegri gli ha cambiato ruolo, togliendolo dalla sua 'comfort zone' (ovvero l'amata fascia sinistra) per accentrarlo nel ruolo di punta.
Finché il fisico lo ha sorretto, Leao ha reso. Quando è venuta meno la possibilità di scattare, cambiare direzione e partire in velocità per l'infiammazione agli adduttori tipica della pubalgia, il numero 10 è andato ovviamente in difficoltà. Nelle ultime due partite interne, i tifosi del Milan lo hanno fischiato nel momento della sostituzione. Forse qualcosa tra le parti si è rotto e potrebbe consumarsi addirittura un addio a fine stagione. Vedremo.
Intanto, di Leao ha parlato - in un'intervista in esclusiva a 'DAZN', nell'ambito del format 'Giorgia's secret' con Giorgia Rossi, il direttore sportivo del Milan, Igli Tare. Il quale, a precisa domanda su Leao, ha sentenziato così: "Rispondo con le parole di Luka Modric che ha detto che nemmeno Rafa sa quanto è forte. Io ho conosciuto un ragazzo perbene con un potenziale enorme, ma anche con grandi aspettative. Il suo problema forse è stato trovare un equilibrio con queste aspettative, ma il suo potenziale è fuori discussione".
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