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Subentrato al connazionale Paulo Fonseca sulla panchina del Milan il 30 dicembre 2024, il tecnico portoghese Sergio Conceicao ha subito vinto una Supercoppa Italiana alla guida dei rossoneri, superando Juventus (2-1) in semifinale e Inter (3-2) in finale nella competizione svoltasi a Riyadh (Arabia Saudita) a inizio gennaio 2025.
Poi, però, la sua esperienza con il Diavolo non è andata bene: crollo in campionato (torneo finito all'ottavo posto, fuori dalle coppe europee) e sconfitta in finale di Coppa Italia contro il Bologna (0-1). Il 29 maggio 2025, dunque, la risoluzione consensuale del suo accordo con il Milan per far posto a Massimiliano Allegri.
Conceicao - che attualmente siede sulla panchina dell'Al-Ittihad, nella Saudi Pro League araba - ha ricordato, in un'intervista in esclusiva concessa al quotidiano 'Repubblica' oggi in edicola, le difficoltà avute nella sua breve esperienza di sei mesi in rossonero. Qualcuno lo ha aiutato nel suo compito; altri, evidentemente, no.
"Christian Pulisic e Matteo Gabbia erano leader: davano l’esempio, ma non erano gli unici", ha spiegato Conceicao. Il quale, però, ha richiamato l'attenzione sulle solite, complesse, dinamiche societarie che attanagliano il Milan ormai da anni. "L’instabilità ambientale arriva anche in spogliatoio. Ci sarebbe servita più protezione da parte del club", ha infatti chiosato l'allenatore lusitano.
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