Il rapporto con chi lavora nel club: "Non posso passare senza salutare per una questione di rispetto per chi lavora per noi. Sono piccole cose, attenzioni perché voglio che tutti vengano trattati alla stessa maniera. Quando qualcosa è sporco devo pulire, devo mettere a posto. Sono cresciuto così. I magazzinieri ci aiutano molto, fanno un lavoro incredibile, è un piacere".
Milan, Maignan: "Allegri è un top"
—Ancora sulle motivazioni: "Oggi ho 30 anni nessuno li ha fatti così. Se non cadi non guardi più avanti. Quando cadi capisci quanto fa male e vuoi andare su e cadere di meno. Sono molto esigente verso me stesso. A volte troppo anche verso gli altri e lo devo capire, bisogna capire anche il modo di pensare degli altri".
Allegri e il cambio rispetto alla passata stagione: "Allegri? È un top per la gestione dello spogliatoio e per l’atteggiamento sul campo. Quando ci sono cambi è sempre diverso. Avevo voglia di rivincita rispetto lo scorso anno. Lo penso ancora. A volte puoi arrivare a una partita addormentato, ma basta sentire lo stadio e tutto cambia nella tua testa e vai. Basta ascoltare il mister parlare e non puoi più dormire. E' tutta adrenalina, sei carico, il mister ti carica, vedi i tifosi o i tifosi avversari che ti fischiano. Hai lavorato tutta la tua vita per essere qua. Hai l'adrenalina di dire datemi la palla e vado. Il portiere è l'allenatore in campo, vedi tutti. Puoi aiutare i compagni perché hai tempo di vedere le azioni. Ogni giorno devi crescere, non puoi dire oggi arrivo e paro".
"Sarò Milanista per sempre"
—Lavoro sui rigori con il preparatore Filippi. Spingere con il piede destro e portare fuori il baricentro insieme al piede d'appoggio. Maignan fa notare: "Ci sono tanti dettagli che nessuno vede. Come spingere, leggere il gioco. Quando si para c'è una tecnica. Sei l'ultimo uomo da superare. Non ti vuoi sentire eroe, ma vuoi fare parte del lavoro della squadra e non lasciare il gol. Quando sei piccolo non vivi il calcio come ora. Oggi c'è l'obbligo, c'è il risultato".
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Chiusura sul Milan: "Quando sono arrivato al Milan ho salutato Ibrahimovic e mi ha detto 'Benvenuto, qui siamo in famiglia' e l'ho sempre vissuta così. Il Milan oggi vuol dire tante cose, è Dio che ha voluto così. Nella vita non c'è casualità. Sono felice, la gente mi ama, ho una grande famiglia. Sono un uomo, un padre, un figlio, un amico, un fratello, un compagno di squadra. Il Milan è la squadra con cui mi sono fatto vedere al Mondo. Sapevo di venire in un club straordinario, è incredibile. Quando giochiamo si vede la grandezza del Milan, sarò Milanista a vita. La base è l'umiltà, ma serve anche il fuoco. A me piace il giocatore che dice di essere il numero uno. Questo tipo di frase a volte ti carica, ma con la consapevolezza che sono umano e che posso cadere".
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