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Seginho: “Noi puntavamo a vincere la Champions”, Bartesaghi confessa: “Prima al Milan c’erano più campioni”

Redazione PM
Serginho e Davide Bartesaghi protagonisti a “Off The Pitch”: due generazioni del Milan a confronto tra ricordi, sogni e ambizioni

Due epoche diverse, la stessa maglia. L’episodio 5 di 'Off The Pitch', in diretta dal Museo Mondo Milan di Casa Milan e presentato da 'Socios.com', ha messo a confronto Serginho e Davide Bartesaghi. 34 anni di differenza, ma lo stesso amore per il Diavolo. L’ex terzino sinistro rossonero (1999-2008) e il laterale classe 2005 hanno ripercorso passato e presente del club tra aneddoti, confessioni e obiettivi futuri.

L'intervista a Serginho e Bartesaghi da Casa Milan

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Serginho ha aperto con un ricordo di Silvio Berlusconi:“Berlusconi è una persona spettacolare, ho avuto la fortuna di condividere con lui tanti anni. Il milanista numero uno”. Poi l’inizio della carriera: “All'inizio è stata dura. Ero appassionato di atletica, non volevo fare il calciatore. Avere la possibilità di vestire la maglia del Milan, dopo essere guardando campioni come Baresi, Gullit e Van Basten, è un orgoglio”.

Sulle vittorie:“Abbiamo vinto poco per quanto eravamo forti. Noi puntavamo sempre a vincere la Champions League e qualche volta lasciavamo il campionato in secondo piano. La finale del 2005 contro il Liverpool ci ha lasciato un retrogusto molto amaro. Il Dio del calcio quella sera era contro di noi, ma due anni dopo ci ha dato la possibilità di rifarci”. E ancora: “La coppa è solo un oggetto che rimane nella storia, ma vederle ti ricorda tutti i sacrifici... Noi un giorno ce ne andremo, ma i trofei rimangono per sempre”.

Serginho: «Inzaghi mi ha regalato solo un salame dopo tutti gli assist che gli ho fatto»

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Indimenticabile la vittoria della Champions nel 2003:“Il sogno del Milan era tornare a vincere in Europa... Berlusconi era venuto a parlarci caricandoci di pressione, ma alla fine è servito”.


Il valore del gruppo e quell'aneddoto su Inzaghi: “Il Pallone d'Oro è un premio individuale... Quando Kakà lo ha vinto ha regalato un orologio a tutti i compagni. Inzaghi invece mi ha regalato solo un salame dopo tutti gli assist che gli ho fatto (ride n.d.r.)”.

Serginho ha parlato anche di Fondazione Milan: “È un progetto bellissimo... Ci dà tanta soddisfazione”. Di San Siro: “mi manca tanto la fascia sinistra”, e dei compagni: “Il giocatore più forte del mio Milan era Sheva, i più simpatici Pirlo e Gattuso, il più serio Costacurta, l'allenatore più serio Zaccheroni, il migliore Ancelotti”.

Bartesaghi: «Spero di restare al Milan per sempre»

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Bartesaghi ha raccontato il suo percorso: “Il Milan che ho vissuto era diverso, c'erano tanti campioni... Ho visto tanti video su Youtube del vecchio Milan. Spero di restare al Milan per sempre, è il mio sogno più grande... Avere Serginho davanti fa un certo effetto”.

Sul gruppo:“Nello spogliatoio si respira una grande aria, ma devi essere rispettoso... Questo è un aspetto molto importante”. Emozionante il ricordo della doppietta al Sassuolo:“Leao era in tribuna, ma dopo la partita è venuto subito a farmi i complimenti. Il giorno dopo mi ha fatto trovare in spogliatoio un quadro enorme con la mia esultanza”.

Tra preferenze e curiosità:“Il mio numero preferito è il 3, ma per ovvie ragioni non ho potuto sceglierlo (in riferimento a Paolo Maldini, n.d.r.)”.

Il paragone con Serginho:“Non mi rivedo in Serginho, con tutto il rispetto. Io sono un po' più statico, lui era molto più esplosivo”.

Sugli avversari più forti affrontati finora:“Salah e Lamine Yamal”.

Sul futuro:“Passare dalle giovanili alla Prima squadra è stata un'emozione incredibile... Devo continuare così, anzi la prossima stagione dovrò impegnarmi ancora di più”.