Sulla carriera da dirigente: "Sono lo stesso, solo che ora guardo il calcio da un'altra prospettiva. Bisogna guardare tutto al completo, siamo un'azienda. Per portare i giocatori serve equilibrio, sponsor, televisioni, tifosi, vendere i diritti… Tutto questo lo sto imparando ora e sono più umile. Non sono offensivo, osservo".
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Un aneddoto curioso: "Dovevo finire un allenamento sul tapis-roulant dopo che mi ero fatto male alle ginocchia. Sei volte due minuti di corsa veloce con 3 secondi di pausa. Ero verso la fine, dovevo andare in bagno, ma non potevo fermarmi. Corro, corro, mi sono ca**to addosso, ma ho continuato a correre, mi sono fissato in testa che dovevo finire".
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