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INTERVISTE

Damiani: “Milan, prendi Lewandowski e tieni Leao. Allegri numero uno tra gli allenatori”

Daniele Triolo Redattore 
Oscar Damiani, ex attaccante del Milan per due stagioni tra il 1982 e il 1984 e oggi procuratore sportivo, ha parlato delle possibili mosse dei rossoneri nel calciomercato estivo. Consigli per gli acquisti molto importanti per la dirigenza meneghina!

Oscar Damiani, procuratore sportivo ed ex attaccante del Milan negli anni Ottanta, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a 'Tuttosport' oggi in edicola sul calciomercato rossonero. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.

Su cosa servirebbe al Milan sul mercato per tornare a vincere: «Se lo sapessi lo direi subito ai dirigenti (ride, n.d.r.). Scherzi a parte, questo Milan è già una buona squadra, ma da secondo-terzo posto. Per trionfare, però, serve altro. Servono almeno un paio di giocatori di grande personalità e carisma per trascinare i compagni, alzando il livello complessivo della squadra, che sembra perdersi sempre sul più bello. In alcune gare in cui il Milan poteva e doveva fare il salto di qualità ha steccato e si è avvertita la mancanza di un paio di big».

Milan, Damiani: "Bisogna aggiungere un grande bomber, uno da 20 gol a stagione"

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Damiani sui ruoli da rinforzare nel Milan: Davanti soprattutto: nel reparto offensivo bisogna aggiungere un grande bomber, uno da una ventina di gol a stagione».

Sul bomber su cui punterebbe lui per il Milan: «Un altro Zlatan Ibrahimović sarebbe perfetto. Prenderei Robert Lewandowski, anche se ha una certa età. Il polacco può essere la soluzione migliore, seppur momentanea per sistemare l’attacco. Non rappresenterebbe un investimento per il futuro e tantomeno l’elemento su cui fondare il Milan che verrà, ma Lewa per dodici mesi farebbe ancora la differenza. Sarebbe un bel colpo come lo è stato Luka Modrić».


"Jackson, Sørloth e altri? Con tutto il rispetto, non ti cambiano la squadra"

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Su chi lo intriga tra Nicolas Jackson, Mateo Retegui, Santiago Castro e Alexander Sørloth per il Milan: «Con tutto il rispetto: stiamo parlando di buoni giocatori, ma nessuno di loro ti cambia la squadra …».

Sul colpo che è stato più difficile realizzare per il Milan nel ruolo di procuratore tra Jean-Pierre Papin, George Weah e Andriy Shevchenko: «Nessuno in particolare. Tutti e tre volevano indossare la maglia del Milan e hanno spinto per il trasferimento in rossonero. Quando la volontà del giocatore è così netta, alla fine la soluzione si trova sempre. Sheva e Weah erano molto bravi, ma si sono consacrati a Milano come campionissimi; mentre Papin aveva già vinto il Pallone d’Oro l’anno prima. Per questo fu più difficile strapparlo al Marsiglia, che voleva vincere la Champions e non intendeva rinunciarvi. Alla fine trovammo l’accordo grazie a uno sforzo importante del presidente Silvio Berlusconi, che investì 14 miliardi di lire per accaparrasi JPP dall’OM».

"Pulisic e Leão faticano nel 3-5-2. Ma sarebbero perfetti come spalla di Lewandowski"

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Su cosa pensa nel mettere in discussione il gioco di Massimiliano Allegri: «Non sono d’accordo. Allegri è il numero uno tra gli allenatori. Resta l’uomo giusto per riportare il Milan alla vittoria dello Scudetto. Quest’anno ha fatto un ottimo lavoro, mettendo le basi per arrivare in alto: adesso serve che questi presupposti siano elevati in realtà con innesti di qualità».

Su chi vendere tra Christian Pulisic e Rafael Leão, che stentano nel 3-5-2 di Allegri, per fare cassa: «In coppia fanno fatica e non vanno bene con quel tipo di modulo, perché nessuno dei due può fare il centravanti. Sono perfetti entrambi come seconde punte al fianco di un centravanti d’area di rigore. Arrivasse Lewandowski, sia Pulisic sia Leão sarebbero l’ideale per fungere da spalla al fuoriclasse polacco».

Sul Milan che potrebbe cedere Leão nel caso in cui arrivasse un'offerta di 60 milioni di euro: «Terrei Rafa. Oggi con 60 milioni compri poco; perciò a quel punto tanto vale tenerti chi hai, invece di prendere un altro che non è detto possa avere lo stesso rendimento in rossonero».