Il giornalista Giovanni Capuano, intervenuto negli studi di 'SportItalia', ha parlato delle differenze di vedute tra la proprietà dell'Inter e quella del Milan. Sebbene siano due fondi, ragionano e operano in modo completamente diverso
Nei giorni scorsi, intervenendo ad un evento organizzato da 'Il Sole 24 Ore', Stefano Cocirio, Chief Financial Officer del Milan, ha ricordato come, per un club di alto livello come quello rossonero, è impensabile non coniugare la sostenibilità economica con i risultati sportivi.
Che, di fatto, è da tempo la critica che i tifosi milanisti rivolgono alla proprietà, il fondo RedBird di Gerry Cardinale ed alla società, principalmente incarnata dall'amministratore delegato Giorgio Furlani. Di questo e delle differenze di vedute tra la proprietà del Milan e quella dell'Inter, anch'essa rappresentata da un fondo statunitense, Oaktree, ha parlato a 'SportItalia' il giornalista Giovanni Capuano.
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"Ho letto il CFO, cioè l'uomo che si occupa dei conti del Milan, Cocirio, dire che ad alto livello, ed il Milan è un club ad alto livello, la sostenibilità passa per i risultati di campo. Manca la seconda parte di questo ragionamento. I risultati di campo passano anche dalla capacità e dal coraggio di investire dei soldi anche sapendo che bisogna mettere in conto di perdere qualcosa all'inizio pur di fare gli investimenti e mettere le basi per fare risultati di campo", ha esordito Capuano.
"A Milano abbiamo due fondi che lavorano in due maniere diverse, entrambi non sono mecenati, però Oaktree lavora sulla continuità e la stabilità. La storia degli ultimi anni del Milan ti racconta di una società che invece ragiona in maniera diversa, e purtroppo questa ricetta in Europa non funziona".