Milan, Cafu: "Calo fisiologico: il problema è che arrivato nel finale"
—Sul Milan di Massimiliano Allegri che sembra aver perso compattezza: «Credo sia più un calo fisiologico. La sfortuna è che nell’ultimo periodo gli errori dei singoli non si sono concentrati in una sola partita, ma sono stati spalmati su più gare. Il concetto è semplice: meglio perdere una volta per undici errori dei calciatori, che undici incontri per l’errore di un solo giocatore».
Sul ritiro deciso da società e tecnico, più una soluzione o una punizione? «Dipende. Non nego che a volte il ritiro viene percepito dai calciatori come una punizione, ma quando è prolungato e condiviso aiuta davvero a compattare il gruppo».
Su com'è giocare in un forte clima di contestazione come accaduto in Milan-Atalanta di domenica: «Partiamo dal principio che contestare è un diritto sacrosanto dei tifosi, almeno finché la protesta resta nei confini della civiltà, cosa che per esempio non era capitata ai miei tempi alla Roma dopo un’eliminazione in Coppa Italia per opera dell’Atalanta. Tifoserie come quella giallorossa o dello stesso Milan sono molto calde, ma bisogna anche ricordarsi che nessun tifoso vuole il male della propria squadra, per cui i fischi o i cori vanno intesi solo come un modo per spronare l’ambiente».
Su chi merita di più la Champions League tra Milan e Roma: «Mi sta chiedendo di scegliere tra mamma e papà (ride, n.d.r.)? A parte gli scherzi, io credo che entrambi la meritino e mi auguro che entrambi ce la facciano. Perché sia Milan che Roma hanno iniziato solo adesso un nuovo percorso e lo stanno facendo anche egregiamente, contro ogni pronostico».
Sulla possibile cacciata di Allegri in caso di mancata qualificazione in Champions League: «Io non penso che il tecnico possa essere giudicato solo da come andranno le prossime due partite. La stagione va analizzata nel suo complesso e se torniamo solo a tre o quattro settimane fa, nessuno avrebbe mai messo in discussione Max. Da come la vedo io, poi, il livello delle pretendenti a un posto in Champions si è alzato, perciò non è un traguardo così scontato ...».
Sul Milan che se avesse fatto mercato a gennaio forse avrebbe lottato per lo Scudetto: «Non è così facile il mercato invernale. Devi essere bravo e anche molto fortunato. Come la Roma nel pescare quel mostro di Donyell Malen».
Su Malen che segna a raffica e Rafael Leão e Christian Pulisic che, invece, si sono fermati: «Un mistero, ma come nel calcio ne capitano spesso. Vi ricordate Artem Dovbyk? Arrivò alla Roma da capocannoniere della Liga con il Girona, segnò pure in giallorosso, prima di entrare in crisi .... Non è che può essere diventato un incapace all’improvviso. Lo stesso discorso vale oggi per Leão e Pulisic».
"Leão e Pulisic non sono diventati incapaci all'improvviso. Nkunku è in grande forma"
—Su Christopher Nkunku potenziale titolare in Genoa-Milan: «Non mi sorprenderebbe. Per come l’ho visto io, Nkunku è in grande forma e ha tutte le qualità per prendersi la squadra sulle spalle».
Su Luka Modrić che punta a tornare in campo a tutti i costi a Marassi: «Un atleta che è disposto a tutto per aiutare la squadra è un esempio anche per gli altri. Se poi è un campione, allora è proprio un leader assoluto. Sa cosa penso? Se mi dà la disponibilità, io Modrić lo farei giocare anche bendato».
Su Mike Maignan che avrebbe potuto metterci di più la faccia in questo momento difficile: «Non scordiamoci che il capitano parla pubblicamente solo se autorizzato dalla società .... Diverso è il discorso interno. Io sono sicuro, per esempio, che Maignan sia il tipo che nel chiuso dello spogliatoio sa farsi sentire bene».
Su cosa servirebbe per alzare il livello di questo Milan: «Non credo molto. Sostanzialmente, un pizzico di fortuna in più».
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