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Clima teso in casa Milan alla vigilia della sfida contro l’Atalanta. Oltre alla posta in palio per la corsa Champions, la crescente contestazione nei confronti dell’amministratore delegato Giorgio Furlani domina la scena. I tifosi rossoneri hanno avviato una petizione per chiederne le dimissioni: la raccolta firme ha già superato quota 17.000 adesioni ed è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi giorni. L’iniziativa sta registrando numeri significativi, addirittura superiori a quelli del celebre “NOPetegui”, la mobilitazione nata per ostacolare l’arrivo di Julen Lopetegui in panchina la scorsa stagione, poi conclusasi con la scelta di Fonseca.
La contestazione si sposterà ora anche sugli spalti. Come raccolto dalla nostra redazione, la Curva Sud si unirà alla protesta in occasione di Milan-Atalanta, gara valida per la 36ª giornata di Serie A in programma domenica alle 20:45 a San Siro. Il tifo organizzato si farà sentire sia all’esterno che all’interno dello stadio con cori indirizzati alla dirigenza, pur garantendo sostegno alla squadra per tutti i 90 minuti. L'uomo al centro del mirino è Furlani, ritenuto il principale responsabile delle scelte societarie.
Giorgio Furlani, amministratore delegato dal dicembre 2022 dopo l’addio di Ivan Gazidis, è finito nel mirino per quella che una parte della tifoseria considera una gestione troppo orientata ai conti e poco ambiziosa sul piano sportivo. Un club come il Milan dovrebbe puntare a vincere i trofei: la sostenibilità dovrebbe essere un punto di partenza, non un punto d'arrivo. Entrato in società inizialmente come consulente di Elliott, è rimasto anche dopo il passaggio a RedBird, assumendo progressivamente un ruolo sempre più centrale nelle decisioni. Il suo futuro è appeso alle decisioni di Gerry Cardinale, che la prossima estate potrebbe apportare qualche modifica ai vertici dirigenziali.
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